Cartolina postale 10. – Al Professor Ivan Illich, Brema

di Antonio Devicienti

Gentile Professor Illich,

da anni, con rinnovato stupore e intatta ammirazione, torno a intrattenermi nella vigna del testo come Lei, con innegabile poesia, ha voluto chiamare quell’andirivieni di vignaiuoli-amanuensi e di vignaiuoli-lettori (o, anche, api-lettori e api-amanuensi) che, appunto, coltivano una vigna tutta speciale, ricolma del brusio della mente e della voce che scrive, della voce che legge.

Lì, in quella vigna gioiosa, voglio scorgere anche coloro che potrebbero essere gli studenti di una scuola non asservita ai diversi, devastanti poteri che schiacciano il mondo.

Quegli studenti potrebbero diventare gli amanuensi e i lettori in una vigna di convivialità e benevolenza.

Questo desideravo scriverLe dal mio tempo buio e ostile – se non fosse che non siamo in pochi, spero, a coltivare la vigna del testo.

Un grato saluto [A. D.]

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