di Ferdinando Boero

I Vangeli di Matteo e di Luca insegnano che i saggi costruiscono sulla roccia, gli stolti sulla sabbia. La casa sulla roccia resiste, quella sulla sabbia è spazzata via dalle tempeste. Harry (un ciclone) flagella le coste italiane e causa danni importanti alle strutture costruite sulla linea di costa. Le tempeste ci sono sempre state, e hanno eroso le coste con le mareggiate, ma con il cambiamento climatico gli eventi estremi sono sempre più frequenti ed intensi.
Evidentemente chi ha pianificato l’uso delle coste non ha letto il Vangelo, visto che molte delle infrastrutture sono state costruite direttamente sul litorale, spesso su coste sabbiose. La dinamica del litorale è una disciplina geologica che insegna come la linea di costa non sia immutabile. L’erosione delle coste rocciose porta alle formazioni di cui ammiriamo la bellezza, come faraglioni, grotte, archi: il risultato dello smantellamento del litorale da parte delle onde. Sono strutture temporanee, destinate a cambiare: le onde che le hanno formate le distruggeranno, dando origine ad altre formazioni simili. Le rocce, frantumate dalle onde, diventano sassi e poi sabbia, ma molta sabbia viene dai fiumi, che portano sedimenti al mare e li accumulano sul fondo e sul litorale. Le mareggiate rimuovono la sabbia delle spiagge, ma le piene dei fiumi ne portano altra, con dinamici arretramenti e avanzamenti della linea di costa. Ci sono spiagge formate da materiale, un parolone per dire che sono fatte con i resti di organismi con scheletro calcareo, ad esempio le conchiglie: si accumulano sulla costa, le onde le frantumano e diventano sabbia.




































































