Un’antologia dei poeti di Puglia

di Claudia Presicce

Lusinghe di Puglia, nutrienti elementi che profumano di futuro: imperituri sguardi impetuosi, controcorrente con un presente intorno aridissimo, parlano di scritture poetiche.

Leggiamo a bassa voce, lentamente, per esempio di Sante Diomede, Amica mia: “Una discesa di periferia, / un grande pino / e oltre, / inaspettate carezze nell’occhio, / tranci di cielo e mare”. Quante volte ci soffermiamo sulle “carezze nell’occhio” della bellezza… Poi più avanti, a pagina 54, leggiamo ancora di Claudio Mezzina, tra strofe sparse: “Ogni tanto ancora m’accorgo / del morbo delle evasioni mie: / me ne vado in giro per mostre, per bar, / per bordelli senza dirmi niente / (rubo le mie sigarette) e poi / sono costretto ad attendermi fino a tardi…”.

Sono versi che è possibile leggere in Sguardi diversi sulla poesia in Puglia (Cacucci editore; 10 euro; 70 pagine) curato da Carla Chiummo, Elvio Carrieri, Claudio Mezzina.

Il libro è un invito a “spiare” nella nostra regione che cosa resta di una grande tradizione poetica e che cosa nel presente si muove, o almeno in una piccola porzione di presente. Non c’è nessuna retorica di cercare, sia chiaro subito, una poesia con ingredienti comuni pugliesi che la renderebbero provinciale. Si tratta di provare a leggere e guardare voci libere che si sono espresse in un laboratorio libero, in un’operazione “deliziosamente” inutile.

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