di Rocco Orlando

Sepolcro di Cassandra Mussato. Basilica del Santo, Padova.
Cassandra Mussato, morta nel 1506, era moglie di Pietro De Gabrieli, la cui famiglia aveva l’alto patronato della cappella (allora dedicata a S. Chiara) dalla metà del Quattrocento. La cappella di santa Chiara apparteneva inizialmente alla potente famiglia padovana dei Da Rio (nota 1), ma poi passata alla famiglia Gabrieli.
Il marito, che poi volle essere sepolto nella stessa tomba, fece scolpire sul fregio del monumento l’acronimo H.M.S.H.N.S., che equivale a “Hoc Monumentum suos haeredes non sequitur” (questo monumento non ammette eredi), quasi a voler tutelare, anche dopo la morte, l’intimità e il dialogo fra lui e la sua sposa amata.
L’epitaffio, delicato e pieno d’amore, riporta:
CASSANDRAE MUSSATAE UX. DULCISS.
ET INCOMPARABILI CUM QUA VIXIT
AN XXIII MEN I D XII UNANI PETRUS
GABRIELAEUS INFELIX MARITUS ET
SIBI QUO UT VIVENTES ITA POST
OBITUM UNA ESSENT DOLENS
MOERENS QUE POSUIT
MDVI
(A Cassandra Mussato sposa dolcissima e incomparabile, con la quale visse 23 anni 1 mese e 12 giorni unanime Pietro De Gabrieli, marito infelice e a sé, affinché come da vivi, così dopo morti fossero una sola cosa il dolente e il piangente, pose nel 1506). Un somaro (musso) fra tre leoni rampanti fa sicuramente riferimento alla famiglia dei Mussato a cui appartenne Cassandra.




































































