di Antonio Errico

Ci sono poeti verso i quali si prova, o verso i quali si dovrebbe provare, un sentimento di riconoscenza: perché sono riusciti a rivelare il senso intimo, profondo, essenziale, di questo Sud, della Puglia, del Salento. Lo hanno fatto negli anni del Novecento, dai quali tutti si proviene, compresi coloro che sono nati in questo secolo nuovo, in questo nuovo millennio. Nell’aria che respiriamo c’è ancora il polline e l’odore del Novecento, e sarà così, sarà tanto Novecento, per molto tempo ancora, probabilmente. Sul limite di quel secolo si fermano queste righe.
Allora, ci sono poeti che hanno rintracciato il nucleo, il lievito culturale, e quindi esistenziale, di questa terra. Vittorio Bodini, Vittorio Pagano, Girolamo Comi, Vittore Fiore, Salvatore Toma, Antonio Verri, Bruno Epifani, Ercole Ugo D’Andrea, Giovanni Bernardini, Donato Moro, Nicola G. De Donno, Claudia Ruggeri, Stefano Coppola, Cosimo Russo. (Forse si dimentica qualcuno. Ma non si vorrebbe dimenticare nessuno.)




































































