Cartolina postale 11. Al Maestro Sergej Paradžanov, Yerevan (Armenia)

di Antonio Devicienti

Non si svegli, la prego. Continui a sognare la sua Armenia di libri e di cantori d’amore, di anitre migranti e di contrabbandieri trilingui.

Sognando scriva ancora, la prego, film come affreschi stesi sopra pareti di monastero o come virate di respiro tra i gioghi del Caucaso.

Non si svegli, perché i suoi sogni sono più veri delle nostre veglie di contabili dei giorni.

Con gratitudine [A. D.]

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