di Antonio Devicienti

Non si svegli, la prego. Continui a sognare la sua Armenia di libri e di cantori d’amore, di anitre migranti e di contrabbandieri trilingui.
Sognando scriva ancora, la prego, film come affreschi stesi sopra pareti di monastero o come virate di respiro tra i gioghi del Caucaso.
Non si svegli, perché i suoi sogni sono più veri delle nostre veglie di contabili dei giorni.
Con gratitudine [A. D.]





































































