di Marco Leone

Parto da due considerazioni preliminari. La prima è che i due libri che si presentano questa sera non sono affatto irrelati fra di loro, anzi sono accomunati per temi e autori trattati, anche se naturalmente hanno entrambi una loro fisionomia autonoma. Dunque, presentarli insieme è un’operazione corretta: entrambi, infatti, sono l’esito di un metodo di lavoro che privilegia angolature inedite e ricerche di prima mano, offrendo prospettive critiche innovative.
La seconda è che mi pare particolarmente felice la combinazione tra la pubblicazione digitale dell’epistolario di Comi e la presentazione di questi due libri, perché anche in essi sono utilizzati ampiamente materiali epistolari, che, come gli studiosi sanno bene, sono una base documentale importante per ogni ricostruzione critica (e, nei libri in questione, tali materiali sono messi al servizio della rappresentazione di una peculiare linea di letteratura meridiana novecentesca, che in buona parte si sovrappone a quella emergente dal corpus epistolare di Comi).
Mi occuperò in particolare del libro di Antonio Lucio Giannone, Nelle pieghe del Novecento. Studi sulla letteratura italiana contemporanea, uscito lo scorso anno presso la casa editrice Milella (2025) e in cui in molti saggi sono proposte, per l’appunto, lettere sempre funzionali all’esame di aspetti letterari. Nella Premessa l’autore chiarisce bene il significato del titolo e la struttura del libro, che raccoglie un inedito e nove saggi, quasi tutti di recente pubblicazione, su autori non canonici oppure usciti fuori dal canone: Lucini, Prezzolini, Comi, Corvaglia, Pagano, Quasimodo, Carrieri, Flaiano, Spagnoletti (quest’ultimo è un critico letterario). Cosa unisce coerentemente i nove contributi, che rispecchiano linee di ricerca già seguite dallo studioso? Una peculiare attitudine metodologica a illuminare le pieghe nascoste e gli interstizi segreti del Novecento letterario (come recita il titolo), a percorrere sentieri appartati, a scavare dentro filoni defilati e laterali, attraverso, come afferma lo stesso Giannone, la “consultazione degli archivi letterari, delle carte d’autore e lo spoglio dei periodici” (p. 9).




































































