di Claudia Presicce

Il Salento fatto di pietra morbida e di teste dure, di resistenza all’omologazione del tempo e di un’accoglienza antica che confidiamo che viva e cresca: è un racconto tra il reale e l’immaginato (o meglio sperato), quello dell’ultimo libro di Gabriella Genisi che arriva oggi negli scaffali delle librerie di tutta Italia. Si intitola “La Specchia del diavolo” (Rizzoli; 17,50 euro; 240 pagine) ed è un romanzo dai toni gialli condito dall’ironia e dalla profondità della letteratura d’autore sugli scenari del barocco leccese e i sapori salentini. Al centro c’è un nuovo caso da risolvere per Chicca Lopez, prorompente maresciallo dei Carabinieri di Lecce che già con la sua personalità, ostinata e fragile, molto racconta questo orgoglioso Sud della Puglia. Apre la storia una flebile voce emersa da un arcaico cumulo di pietre alto 6 metri seduto nella Grecìa Salentina, in campagna tra Martano e Martignano: è chiamato Specchia del diavolo per le leggende su un tesoro maledetto nascosto nel suo cuore. Arriva da là sotto il lamento di un ragazzo indiano, Rami, scoperto da un avvocato intento a fare jogging. La storia di Rami aprirà scenari imprevedibili, tra una marchesa generosa che aiuta immigrati come lui e castelli abbandonati pieni di misteri: come quello di Felline.
Genisi, in queste nuove pagine la “sua” Chicca Lopez cresce, affronta la sua storia personale con più lucidità, ma è sempre la sua tenacia a portarla in fondo alle indagini.
“Vero, la serialità dà la possibilità di far maturare i personaggi. In questo libro troviamo una Lopez da un lato più malinconica per i suoi problemi sentimentali con Glenda e dall’altro più serena nell’affrontare la costruzione di un rapporto con il padre, sorpresa di se stessa per la tenerezza che prova per lui”.




































































