Lo sguardo antropologico di Vittorio Bodini

di Annalucia Cudazzo

A distanza di oltre mezzo secolo dalla sua scomparsa, la poliedrica figura di Vittorio Bodini non cessa di riservare sorprese: la casa editrice Besa Muci ha, infatti, dato alle stampe di recente il volume Vite barocche. Trama per un film, che restituisce un tassello mancante, un frammento assolutamente inedito, della parabola artistica e biografica dello scrittore e ispanista salentino. Si tratta di un soggetto e di un treatment cinematografico per un film mai realizzato, ideato nel 1959, assieme al suo storico amico Gustavo D’Arpe. Il testo, custodito all’interno dell’Archivio Bodini presso la Biblioteca Centrale dell’Università del Salento, vede ora la luce, per la prima volta dopo così tanti anni, grazie all’attività di ricerca di Antonio Lucio Giannone, professore onorario dell’Università del Salento, al cui instancabile e costante impegno critico si deve il merito della diffusione del nome di Bodini anche al di fuori dei confini nazionali. La pubblicazione presenta un’ampia e accurata introduzione a firma del curatore, che analizza le diverse fasi del processo ideativo che ha condotto alla stesura dell’opera, riporta alla luce i dettagli del legame fra Bodini e D’Arpe – del quale viene tracciato un interessante profilo bio-bibliografico – e, nello sviscerare i tratti salienti della trama, li pone in collegamento con la produzione poetica e letteraria di Bodini. L’edizione è, inoltre, corredata da un apparato filologico, in cui sono segnalati e descritti i documenti adoperati per la ricostruzione del testo, e da un’appendice documentaria che consente di visionare e consultare parte del materiale originale, dattiloscritto e manoscritto, analizzato per la pubblicazione.

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