I resti di Babele 65. Lecce, viaggio nell’anima della pietra tra disegni memoria e storie

di Antonio Errico

Nei libri che ho letto non mi è mai accaduto di incontrare la seguente affermazione: “Per chi si aspetta un libro di storia o di storia dell’arte o anche una semplice guida, manca tutto o, a voler essere un po’ meno modesti, manca molto”. Così scrive Daniele Capone nella introduzione a Regina tra due mari. Lecce antica e nuova e il suo territorio, ultima posta del viaggio in otto volumi progettati per Giorgiani editore da Piero Pascali e lo stesso Daniele Capone, per la collana “Cultura e Storia” diretta da Mario Spedicato. Con più precisione: i due autori hanno progettato i volumi; poi Pascali ha curato i disegni e Capone le introduzioni, i testi delle parti illustrate e pagine di natura prevalentemente narrativa in appendice. Ma “tutte le presunte lacune hanno una loro ragion d’essere e sono intimamente legate al disegno generale dell’opera, agli scopi che ci siamo prefissi quando abbiamo intrapreso questo viaggio salentino : creare un’emozione con i disegni, suggerire, invogliare ad approfondire, a vedere con i propri occhi”. Lecce, dunque. Chiese, conventi, le porte, le vie, le piazze. Quella del Duomo, per esempio. Daniele Capone dice di un fascino arcano, magico, quasi, con giochi d’ombre, di luci e d’azzurro. Ha ragione. Sembra che piazza Duomo raduni nel suo spazio tutto l’universo, che dell’universo rappresenti una sineddoche concentrata nella pietra. (Poi: Torre del Parco: un’aria di famiglia). Piero Pascali racconta Lecce con le sue linee che diventano simboli dei luoghi. Anzi, simboli dell’anima dei luoghi.

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