di Roberto Orlando

Santuario di Leuca, quadro della Madonna de finibus terrae (pittore fiorentino Giacomo Palma junior, sec. XVII).
Nel 1923 la città di Lecce, con una solenne cerimonia presieduta dall’arcivescovo Gennaro Trama (1856-1927), era stata consacrata Civitas Mariana. Dopo 25 anni, nel 1949, il capoluogo salentino rinnovò il grandioso omaggio alla Madonna con la Peregrinatio Mariae, ossia la processione per le vie della città con l’effigie della Madonna di Leuca.
La cronaca di quello straordinario evento fu ampiamente riportata dal settimanale della Curia vescovile leccese L’Ordine: corriere salentino (anno 44, 23 aprile 1949).
In occasione del Congresso Mariano a Leuca del 1949, promosso dal vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, mons. Giuseppe Ruotolo (1898.1970), l’arcivescovo di Lecce, mons. Alberto Costa (1873-1950), e tutta la diocesi del capoluogo proposero che la miracolosa immagine di Santa Maria de Finibus Terrae fosse accolta tra le mura della città di Lecce per rinnovare la sua profonda devozione alla Vergine Maria.
Nel pomeriggio di domenica 17 aprile 1949, su un autocarro riccamente infiorato, giunse in piazza Sant’Oronzo, accompagnata dal vescovo ugentino, la venerata immagine della Madonna tra lo sparo di bengala e i fuochi d’artificio, il suono delle campane di tutte le chiese leccesi, le musiche della banda, i canti e gli aerei che sorvolavano la piazza lanciando fiori e biglietti inneggianti alla Madre di Dio.




































































