17 aprile 1949: Lecce accoglie l’effigie della Madonna di Leuca per la Peregrinatio Mariae


Mons. Alberto Costa, arcivescovo di Lecce.

     A ricevere l’immagine sacra vi erano l’arcivescovo Costa, il presidente della giunta comunale Rossi, il prefetto Grimaldi, il sindaco Gabriele Martirano, l’ex sindaco di Lecce, senatore Nicola Nacucchi, la Deputazione Provinciale e l’Amministrazione Comunale con i rispettivi gonfaloni scortati da valletti in costume, il presidente del Tribunale e il procuratore generale della Corte d’Appello, il Capitolo della cattedrale in abiti prelatizi, Confraternite, clero, Ordini Religiosi, Seminario, Scuola Apostolica di San Vincenzo, l’azione Cattolica con labari, associazioni varie, istituti di suore con alunne vestite di bianco.

     L’immagine fece ingresso nella piazza gremita di popolo scortata da orfanelle vestite di tunica bianca e da paggi in divisa, da agenti di polizia in moto, carabinieri in grande uniforme, vigili urbani.


Mons. Giuseppe Ruotolo, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca.

     Su un grande palco appositamente allestito presero posto i due vescovi, le autorità politiche e militari, senatori e deputati di Lecce. Il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, mons. Ruotolo, consegnò a quello di Lecce, mons. Costa, la sacra immagine e poi illustrò la storia del Santuario mariano di Leuca e le vicende legate a tanta devozione, invocando la protezione della Madonna sulla terra salentina e sull’Italia; infine, diede l’annuncio del Congresso Mariano a Leuca nel mese di maggio.

     Il vescovo di Lecce, presa in consegna l’immagine mariana, ricordò che la città di Lecce, dedicata a Maria, rinnovava in quella fatidica data la sua devozione e auspicava la riforma dei costumi e la saldezza della fede contro le false ideologie dei nemici del cristianesimo. Intervenne poi il sen. Nicola Nacucchi, il quale disse che riteneva onorifica l’ospitalità offerta alla Madonna di Leuca nella città di Lecce, che nella fede cattolica perpetuava le sue tradizioni civiche.

     Il presidente del Comitato organizzatore, Rossi, ricordò che la città di Lecce era Civitas Mariana per antica tradizione, voluta tale dal protettore Sant’Oronzo martire, che dette Maria per protettrice e per aver voluto dedicare tutte le più antiche parrocchie ai vari titoli della Madonna.


Leuca, Santuario di Santa Maria de finibus terrae.

     Tra evviva e battimani si costituì un lungo corteo, mentre dalle finestre delle abitazioni illuminate e ornate di arazzi e coperte ricamate venivano lanciati fiori di diversi colori. Gli edifici del Municipio, Tribunale, Prefettura, il campanile del Duomo, le facciate dell’Episcopio, del Seminario, della Cattedrale e di tutte le chiese cittadine erano rimaste illuminate su disposizione del sindaco.

     La processione era seguita da oltre 30.000 persone disposte lungo il percorso. Nella cattedrale, sia di giorno che di notte, si susseguirono cerimonie con comunioni, messe e predicazioni da parte di vari oratori. La predicazione quaresimale fu tenuta di giorno, mentre la notte il discorso di chiusura e l’Ora di adorazione; discorsi furono pronunciati dal canonico Nuzzone, dal parroco Buonfrate e dal sacerdote De Blasi. L’esecuzione dei canti fu effettuata dai ragazzi dell’associazione dei Servizi della chiesa di Sant’Angelo, sotto la direzione del maestro D’Elia, organista del Duomo.

     Martedì 19 pontificò l’arcivescovo leccese. Nel corso delle due giornate si svolsero i pellegrinaggi parrocchiali.

     Mercoledì 20, di pomeriggio, si svolse la grandiosa manifestazione per la partenza dell’effigie mariana dalla Cattedrale. Una folla immensa con l’arcivescovo, il Capitolo, il clero, i frati francescani, il sindaco, il presidente della giunta comunale, le suore, i vari istituti accompagnarono in processione l’immagine sacra fino a Porta Napoli, tra canti, evviva, fiori, preghiere, invocazioni, lacrime di commozione e suono delle campane.

     All’ombra dell’obelisco l’arcivescovo Costa diede l’addio del popolo leccese all’effigie della Madonna di Leuca che, ricevuta dal parroco e dal sindaco di Campi Salentina, dove era destinata, venne collocata su un’auto riccamente decorata di fiori e seguita da un lungo corteo di automobili.

     Le manifestazioni in onore della Madonna di Leuca, come afferma L’Ordine, furono impeccabili da ogni punto di vista anche grazie ai servizi d’ordine pubblico affidati al questore, ai carabinieri, ai vigili urbani e al Corpo della Celere, nonché all’organizzazione logistica del prof. Vito De Benedetto.

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