Morciano di Leuca

di Augusto Benemeglio

Pietro Mele, Raccoglitrici di olive, pittura a olio su legno, 1940, Collezione civica di Nuoro.

Qui veniva Cristo coi dodici

Veniva con la sua barba

Saracena a spezzare il pane

E cuntare parabole

Sotto gli ulivi secolari

C’è ancora la sua luce

E la sua voce nel cielo

Non distruggete questa luce

Geometria dell’esistere

Qui venivano all’alba

Le raccoglitrici delle ulie

Ogni due novembre

Con il loro buio nel cuore

Stretto in una mano secca

Che aveva voce cupa di morte:

“L’ulia chiu pende, chiu rende”.

Funerale di colpe antiche

E voci impastate di silenzio

E con tutto il lievito

Del petto nel vento

Cantavano una nenia lenta

In attesa di un urto

Fra le loro cosce forti

Qui tutto è di passaggio

Viene va e più non ritorna

Vele leggere trepidano

Di fronte al piccolo porto

Come radici aeree tra nubi

E luoghi strani e lontani

E’ la nostalgia del sogno

Che batte nel sangue notturno

Delle più recondite vene

E delle furiose arterie

Qui tutto è provvisorio

E gli angeli sono in fuga

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