di Antonio Prete

È il tempo che avvampano i roseti
la sera tra via Olona e via Bandello,
quando i tuoi desideri hanno la forma
di nubi fuggitive, quando un ponte
sul Naviglio è balcone per miraggi
e il tremito delle sue labbra schiude
il gioco dolceoscuro dell’amore.
.
Tra i pioppi, sopra le marcite, un velo
di platino è la luce, ogni canale
ha nello specchio il suo piccolo incendio.
.
Muore su porta Venezia la striscia
ultima d’un tramonto viola, i giorni
s’affacciano con maschere grottesche
tra le erme e le robinie dei giardini.
.
L’onda di capannoni e ciminiere
che va dalla Bovisa fino a Sesto
copre sotto lamiere il brulichio
di destini, di voci, di ferite.




































































