La Fiera di S. Lucia, ritorno alle origini

di Francesco  D’Andria

Mio nonno era macchinista alle “Strade ferrate”; così a Taranto si indicavano allora le Ferrovie dello Stato. Negli anni trenta certamente era venuto a Lecce in treno, per visitare la Fiera di S. Lucia, ed era tornato a casa con un piccolo gruppo di pupi di straordinaria fattura per il presepe di famiglia; sin dall’infanzia ero affascinato dalla grazia di quei volti e dall’enfasi dei gesti, divenuti negli anni elemento indispensabile di quei lontani Natali tarentini. Uno dei personaggi che più attivava la mia fantasia era il “guarda stelle”, con le sue braccia aperte verso il cielo, quasi in estasi, a contemplare una stella cometa di cartone dorato.

Cerco di immaginare quel lontano viaggio a Lecce di mio nonno, guardando le foto di Giuseppe Palumbo, nel bellissimo volume curato da Ilderosa Laudisa (Chilometri d’amore nell’obiettivo. Il Salento di Giuseppe Palumbo (1889-1959), Edizioni Grifo, 2010 Lecce); una in particolare, dei primi decenni del secolo scorso, reca in primo piano la bancarella in cui appaiono allineati pupi e presepi in cartapesta, e dietro ragazzini e uomini con la coppola in posa davanti all’obiettivo.

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