di Francesco D’Andria

In una delle vetrine a muro del Museo Castromediano al collegio Argento, qualche tempo fa erano sistemati quattro strani vasetti di argilla non decorati, alcuni forati e muniti di piccole anse, altri formati da due corpi globulari saldati insieme uno sull’altro. Avevano attratto la mia attenzione per la loro forma inusuale, ma non riuscivo a comprendere la loro funzione e la cronologia, né aiutava la didascalia piuttosto generica. Mario Bernardini ne aveva pubblicato una piccola foto nel volumetto “Lupiae”, pubblicato nel 1959 dal Centro di Studi Salentini. L’allora direttore del Museo indicava la loro provenienza dagli scavi condotti dal De Giorgi nell’Isola del Governatore, posta nel cuore della nostra città, dove sarebbe sorto l’edificio della Banca d’Italia. I misteriosi oggetti erano stati rinvenuti all’interno di un pozzo in cui erano molte “ossa animali”; Bernardini ne dava una descrizione sommaria come «vasetti di argilla sovrapposti composti da due aryballoi con quattro buchi all’attaccatura (alt. 11 cm.)», senza tuttavia proporre un’ipotesi sull’uso possibile di questi oggetti che pure presentavano caratteristiche specifiche, legate a precise funzioni. Poi non se ne era più parlato e, nel riallestimento delle sale, questi oggetti misteriosi non erano stati esposti.




































































