Vita e opere di Achille Tamborino nel bicentenario della nascita


Maglie, una delle ville del sen. Achille Tamborino.

     Divenne sindaco di Maglie (dal 1856 al 1859 e dal  1873 al 1882), consigliere comunale della stessa città (1861), consigliere provinciale di Terra d’Otranto (dal 1872 al 1895), membro della Deputazione provinciale di Lecce (dal 1872 al 1895), membro della Guardia nazionale (1860), consigliere della Camera di commercio di Lecce (1865), commissario governativo della Camera di commercio di Lecce (1869), fondatore della Banca cooperativa di Maglie (aprile 1888), Viceconsole per la Danimarca a Gallipoli. Fu anche presidente dell’Ente Morale Istituto “Capece” di Maglie.

     Nel 1878 Tamborino fu promotore della domanda per il riconoscimento del titolo di città al comune di Maglie, titolo onorifico che sarà concesso con Decreto Regio nel 1880.

     Il 15 febbraio 1880 fu nominato senatore del Regno d’Italia (XIII legislatura) per censo (categoria 21: persone che da tre anni pagavano tremila lire d’imposizione diretta in ragione dei loro beni).

     Nel 1890 fu nominato Commissario per le acque potabili, del progettato acquedotto pugliese, di bonifiche, di tabacchicoltura, ma anche della ristrutturazione degli asili di mendicità.

     Nel 1895, poco prima di morire, ospitò nel suo palazzo di Maglie Francesco Crispi, allora Presidente del Consiglio nel suo secondo governo. Morì improvvisamente il 4 novembre dello stesso anno. La sua azienda passò in eredità a Vincenzo, figlio del cugino Antonio.

     Secondo quanto riportato dal settimanale leccese Corriere meridionale (a. 6, 7 novembre 1895), l’asse ereditario di Achille Tomborino assommava a circa 25 milioni di lire. Egli faceva numerose donazioni agli asili infantili di Maglie e di Scorrano; spesso negli anni di crisi annonaria importava dall’estero importanti carichi di cereali, che poi cedeva a prezzo di costo in tutta la Puglia; inoltre, prestò ingenti somme di denaro, talvolta senza esigere interessi, ai Comuni che si trovavano in difficoltà finanziarie.

     Ricevette diverse onorificenze, tra cui quelle di Cavaliere e Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (una delle onorificenze più prestigiose e antiche del mondo, risalente al XVI secolo, creata per riconoscere l’eccellenza e il servizio alla comunità e per impegno del beneficiario nella beneficenza), Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell’Ordine della Corona d’Italia (onorificenza che veniva conferita  con il fine di premiare cittadini italiani e stranieri, senza alcuna distinzione religiosa, che si fossero particolarmente distinti per i loro meriti nei settori militari, civili e politici per il bene dello Stato).


Domenico Farini (1834-1900).

     Alla sua morte fu commemorato nell’aula del Senato del Regno d’Italia dal presidente Domenico Farini (1834-1900) con il seguente discorso (Atti parlamentari Commemorazioni. Discussioni, 21 novembre 1895)

     “Signori senatori! […] Il giorno quattro di novembre moriva, per violentissima malattia, il senatore Achille Tamborino in Maglie.

     Vi era egli nato, da doviziosa famiglia, il 25 marzo 1825. La nascita ragguardevole e la ricchezza, nonché allettarlo al vivere infingardo e dissipato, nonché distorlo, lo eccitarono al lavoro. Per oltre mezzo secolo, promotore ed aiutatore d’ogni miglioramento della città natale, soccorse i traffici, suscitò le industrie paesane, incoraggiò, favorì l’agricoltura: vide sorgere dintorno a sé, diffondersi il benessere, fiorire la città, coll’altrui agiatezza, crescere le proprie dovizie. Fu la sua una vita di lavoro assiduo, febbrile; fu benefico a chiunque lo invocasse; or caritatevole alla miseria impotente, or fomentatore dell’attività del povero volenteroso; fornendogli di che sollevarsi, redimersi, nobilitarsi coll’onesta fatica.

     Sindaco di Maglie per circa dodici anni, consigliere e deputato provinciale dal 1872 sino ad oggi, era senatore per decreto del 15 febbraio 1880.

     Morì come aveva vissuto largendo ai poveri della sua città, che in lui perdette chi maggiormente operò a renderla prospera. Maglie e la terra d’Otranto onorarono di lagrime il feretro del generoso, le di cui opere buone sopravvivono e sopravviveranno nella memoria e nella riconoscenza dei concittadini”.

     Uno degli elogi funebri fu pronunciato dal senatore tranese Nicola Vischi (1849-1914).

     “Modesto e di maniere semplici e gentili: mai ebbe sulle sue labbra parole severe contro chicchessia, neanche se avversario o nemico, e né vantò, o pretese mai diritti di preminenza.

     Donde ebbero origine queste qualità di Achille Tamborino, cui l’immenso patrimonio pur dava, nei tempi che corrono, tanti diritti? Dall’abitudine sul lavoro, costante, indefesso.

     Se Smiles (Samuel Smiles, scrittore e politico scozzese, 1812-1904. Vischi molto probabilmente si  riferiva al libro “ Chi si aiuta Dio l’aiuta”, ndr) non avesse già scritto il suo aureo libro avrebbe aggiunto la figura di Tamborino a quelle da lui tratte dalla storia inglese per provare che, mercé il lavoro, volere è potere; e, nel rilevare le accennate qualità del nostro caro estinto, avrebbe avvalorato meglio il santo principio che il lavoro nobilitando l’animo democratizza il sentimento; come, nel vedere questo unanime compianto del popolo, avrebbe ripetuto che non ai soli capitani e filosofi è dovuta la riconoscenza pubblica.

     Non è certamente questo il momento di esaminare se e quali doveri abbiano i grandi possidenti: ma, senza pregiudicare scuole di economia, si può dire che il dovere dell’attività e del lavoro è imposto loro dai fini sociali della ricchezza privata, la quale, così circolando, si rafforza e benefica.

     Ecco Achille Tamborino nella sua vita. Ed ecco spiegata la devozione che verso di lui aveva questa cara città di Maglie. Tamborino ed il popolo magliese s’intendevano e si amavano, per tante ragioni; ma principalmente per la perfetta identità dei loro sentimenti: lavoro ed incremento, sempre.

     L’omaggio alla memoria di Tamborino non è solo ossequio ufficiale alla eminente carica politica od alle alte onorificenze che egli aveva. No. Il popolo, che sa dare alle cose il giusto valore, piange tuttavia e con l’Italia piangerà sempre sulla bara di Castromediano, malgrado che non vi trovasse distintivi senatoriali. L’omaggio alla memoria di Tamborino è pubblico encomio ad una vita utilmente spesa. Ed il popolo magliese, che lo aveva veduto sempre modesto, benefico e laborioso, sente oggi tutta l’amarezza della perdita, e ne piange.

     Nobili, santissime lacrime, che unite a quelle della desolata vedova saranno ricordate sempre come il migliore elogio alla memoria di Lui, e come rimprovero a quanti credono che la ricchezza dia diritti e non doveri.

     A questa manifestazione unisco, o signori, anche a nome dei miei onorevoli colleghi, qui presenti, l’ultimo saluto. Vale”.

     Il testamento di Achille Tamborino, pubblicato in sintesi dal settimanale leccese Il Propugnatore giornale politico – sociale – amministrativo – letterario (a. 35, 18 novembre 1895), prevedeva la seguente suddivisione del cospicuo patrimonio:

     “Il 12 andato fu aperto il testamento del defunto se, on. Senatore Achille Tamborino redatto da lui medesimo il 30 ottobre scorso, vale a dire tre giorni prima di morire […]. Prevede quanto segue:

-A sua moglie, Signora contessa Luisa Frisari: usufrutto del terzo per legge, compreso il Palazzo Grande (ma non le due Camere da Studio),la Villa Tamborino, la masseria Lura Giovanni e il bosco Frasciola.

-Al Signor Giuseppe Tamborini (cugino e amministratore delle aziende, ndr): l’usufrutto di tutto.

-Al Signor Vincenzo Tamborino (nipote dell’estinto, ndr): l’eredità universale.

-Al Signor Paolo avvocato Tamborino (nipote, ndr): tutte le proprietà di Supersano e Ruffano, le immense tenute di Silva, Portico e Scaglione; le chiuse ed il bosco di S. Elia; 9 masserie e lire 150.000 contanti, oltre tre palazzi in Maglie.

-Al Signor Luigi Tamborino (nipote, ndr): la grossa masseria Lineo(in Melpignano), tutti i giardini vicini al Convento di Maglie, il Palazzo Angelelli e lire 5000 di rendita annua.

-Ai Signori fratelli Episcopo di Poggiardo, una masseria per ognuno.

-Alla Signora Vincenzina Tamborino (sorella del Signor Avvovato Paolo) lire 1000 di rendita annua.

-Alle Signore sorelle dei Duchi Frisari: lire 50.000 cadauna.

-Al Signor Francesco Avvocato Tamborino: Fondo Santi veneri e lire 1500.

-Ai Signori Segretari Raffaele Palma e Francesco Lezzi: lire 500 annue e lire 500 contanti.

-Ai servi in servizio da 20 anni in sopra: lire 850; dai 10 anni ai 20: lire 600.

-Al suo Cameriere particolare Giuseppe, ed al Cocchiere Giovanni: lire 1500 ciascuno.

-Alla Cameriera Vita: lire 30 mensili vita durante.

-Ai poveri di Maglie: rendita annua lire 8000.

-All’Asilo infantile: rendita annua lire 500.

-Alla Scuola d’Arte applicata all’Industria: lire 300 annue”.

Il senatore Nicola Vischi

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