Lectio Magistralis: «Luigi Viola, un illustre salentino a Taranto: tra famiglia, lavoro e società»

di Francesco D’Andria

Care amiche e amici, Autorità,

Viola e i Messapi

Desidero innanzitutto ringraziare, per il cortese invito a presentare questo mio intervento nella città natale di Luigi Viola, il Vice-Sindaco di Galatina Maria Grazia Anselmi e Francesco Giannachi che mi ha proposto di svolgere il tema delle ricerche dedicate dal Viola allo studio dei Messapi. In effetti, proprio nel Museo “Pietro Cavoti” al primo piano di questo edificio, è conservata una delle più interessanti iscrizioni nella lingua epicoria, con la dedica alla Signora Afrodite (Ana Aprodita) e con la formula di invocazione a Zeus (Klohi Zis, ascolta Zeus), caratteristica delle iscrizioni pubbliche messapiche. La didascalia posta accanto all’epigrafe indica il prezioso documento come rinvenuto da Luigi Viola, il quale in effetti ne dà la prima edizione in una nota presentata da Giuseppe Fiorelli nelle Notizie degli Scavi dell’Accademia Nazionale dei Lincei (Nota del prof. L. Viola sopra nuove scoperte epigrafiche in Taranto, e sopra iscrizioni messapiche inedite, o malamente divulgate, p. 132). Il Nostro presenta i testi raccolti in diverse escursioni nella provincia di Lecce e per l’epigrafe di Afrodite dice che «…fu scoperta nell’agosto del 1882, a circa un chilometro da Galatina, dal lato di sud-est» nel fondo Pisanello. Su tale toponimo riporta le “fantasticherie del cronista”, contenute in un manoscritto mostratogli dal Cavoti che lo aveva informato della scoperta.

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