Lettura ‘comunicativa’ di Vento a Tindari di Salvatore Quasimodo

di Pietro Giannini

Per ‘lettura comunicativa’ intendo una lettura che tenga conto degli elementi della comunicazione individuati da Jakobson nel suo modello, qui riprodotto con qualche variazione:

Fi. 1 (che mi sporga nel cielo da una rupe)

La ‘lettura comunicativa’ consiste nel dare informazioni rispetto ad ognuna delle componenti del modello.

Referenti

Mittente

Fig. 2 (salgo vertici aerei precipizi)

Il poeta, che compone la poesia a Reggio Calabria tra il 1926 al 1931, anno in cui viene trasferito a Imperia.

Primo referente

Tindari (in siciliano [l]u Tìnnaru) è il luogo in cui sorge il Santuario della Madonna del Tindari, collocato sulla sommità di un promontorio costiero, che si affaccia su uno strapiombo di fronte alle isole Eolie (Fig. 1). Al Santuario si giunge a piedi, percorrendo un sentiero in ripida salita, in mezzo ad alberi di pino (Fig. 2). Dal testo si evince che il luogo è familiare al poeta (mite ti so; la ricerca che chiudevo in te / d’armonia).

Secondo referente

Una gita fatta a Tindari con un gruppo di cari amici, tra cui Salvatore Pugliatti (il soave amico). È una delle gite domenicali che la ‘brigata’ compie da Reggio Calabria.

Questa voce è stata pubblicata in Letteratura e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *