Il mistero della tomba e la scoperta dei resti di San Francesco d’Assisi

di Rocco Orlando

Cimabue (attr.),1280-1290 circa, tempera su tavola, 123×41 cm, Museo della Porziuncola, Assisi.

 Nel 2026 ricorre l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi e papa Leone XIV ha indetto un  “Anno Giubilare di san Francesco”  (dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027)  da celebrarsi in tutte le chiese conventuali francescane o luoghi di culto in ogni parte del mondo intitolati a S. Francesco o ad esso collegati per qualsivoglia motivo.

     S. Francesco morì il 3 ottobre 1226, di sabato. Come scrive Tommaso da Celano (Vita prima scritta tra il 1228 e il 1229)  il Santo percependo la morte imminente chiese di essere portato alla Porziuncola. Qui si fa spogliare della ruvida veste di sacco e “deporre nudo sulla nuda terra”. Il 4 ottobre il corteo funebre partì dalla Porziuncola, fece una tappa a San Damiano per far vedere il corpo a Santa Chiara e alle sue consorelle; alla fine arrivò ad Assisi e qui fu sepolto temporaneamente nella chiesa di S. Giorgio. Fu canonizzato da papa Gregorio IX il 16 luglio 1228. Tommaso da Celano così descrive la scena della canonizzazione: “Vescovi, abati, prelati accorrono e si riuniscono giungendo dalle regioni più lontane della terra; è presente anche  un re  ( non è citato il nome, ma probabilmente era un re della linea franco-angioina) e grande moltitudine di conti …Domina al centro il sommo Pontefice con la corona sul capo in segno di gloria e di santità. Al papa era stato donato, da Simone Pucciarello, un colle fuori dalle mura di Assisi, detto colle  dell’Inferno dove venivano giustiziati malfattori e noto come immondiziaio della Città. Il papa decise di costruire una Basilica su quel colle; i lavori iniziarono il 17 luglio 1228 con la posa della prima pietra e il luogo fu poi ribattezzato come colle del Paradiso. La basilica inferiore fu consacrata nel 1230 e la definì “caput et Mater” dell’Ordine Minoritico; il papa Gregorio IX ordinò che la salma del Santo fosse trasferita nella nuova basilica, come avvenne il 25 maggio 1230; non risulta che il pontefice fosse fisicamente presente in questa circostanza. Alcuni riferiscono di “ una processione solenne ma tumultosa gestita direttamente da frate Elia che, per paura che durante il tragitto la folla prendesse i resti del santo, fece scortare il carro”. Fra Emanuele Rimoli OFM conv.  parla di “processione notturna” e il  corpo di San Francesco fu sepolto in “un luogo nascosto sotto l’altare maggiore, scavato direttamente nella roccia. Poi frate Elia fa murare tutto con  tanta diligenza che nessuno riesce più a capire dove sia finito il corpo”.

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