La ricerca storica di Angelo D’Ambrosio

di Mario Spedicato

Non è la prima volta che accompagno l’approdo editoriale di una ricerca di Angelo D’Ambrosio, a cui sono legato da una solida amicizia e da una pluridecennale collaborazione accademica; l’ho fatto sempre con una vicinanza umana e scientifica partecipata, avendo condiviso e apprezzato i suoi svariati studi condotti nel tempo fra le pieghe della storiografia d’antico regime (confraternite laicali, clausura religiosa, regimi alimentari e regole monastiche, pratiche e terapie sanitarie). Una testimonianza che anche in questa occasione trova le sue profonde ragioni non solo per le tematiche affrontate, tutte orientate a fare emergere nuovi tasselli cognitivi di una certa originalità in particolari settori della ricerca storica, ma anche per gli interessanti risultati conseguiti, in massima parte frutto dell’assidua confidenza dell’Autore verso le fonti bibliografiche e archivistiche d’epoca, portate a galla e valorizzate abilmente grazie ad una padronanza acquisita con la frequente ‘militanza’ documentale.

In questo pregevole lavoro D’Ambrosio affronta alcuni aspetti riconducibili all’ampio spettro tematico connesso alla lunga e tortuosa storia della medicina che, colta nelle sue dinamiche a stretto contatto con la quotidianità della sopravvivenza umana, non ha mai smesso di coinvolgerci, tirata in ballo inesorabilmente ogni qual volta si è trattato di salvarci la pelle e riguadagnare la salute perduta; il dolore e la paura della sofferenza hanno reso sempre attuale il problema della guarigione, lasciandoci laicamente benevolenti, ogni qual volta siamo riusciti a venirne fuori sani e salvi, sia verso il progresso della scienza, sia verso le prestazioni del medico curante, sia verso le terapie farmacologiche intraprese con successo.

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