
A ciascuno di noi sarà capitato nel tempo di volgere lo sguardo al passato, con lo scampato pericolo, pensando alle tribolazioni e ai tormenti che accompagnavano i decorsi patologici vissuti sino ad epoche poi non del tutto lontane dalla nostra contemporaneità, spessissimo seguiti da morti subitanee, senza scampo; sullo sfondo di tali considerazioni, l’‘atmosfera’ creata dalle pagine che seguono delinea uno spaccato esemplificativo su alcuni contesti morbosi caratterizzati da una pesante incidenza sociale e da pratiche terapeutiche a dir poco stravaganti e grottesche, come quella, per esempio, legata all’impiego di ripugnanti escrementi fecali di varia provenienza o ancora all’ambigua ambizione di ingerire sangue umano ‘fresco’ per rinvigorire la sanità di corpi indeboliti o convalescenti.
Ma più ribrezzo suscita la visione di una immensità di vermi lugubri e disgustosi colti nella propagazione sotto pelle di vaste fasce sociali degradate, adulte e adolescenti, con conseguenze imprevedibili, molto dolorose e con risvolti spesso di natura nefasta; ed altrettanto sconcerto, infine, ci consegnano gli ‘affreschi’ relativi alle conseguenze delle presunte ‘possessioni diaboliche’, sempre impressionanti ma anche sempre paragonabili ai più naturali ‘stati convulsivi’ della nostra modernità; così per l’immortale diffusa esigenza, ieri come oggi, di voler a tutti i costi migliorare le prestazioni amorose, per rinvigorire la virilità con le sostanze più strane e paradossali (per es. il ‘cervello’ del passero ritenuto un uccello particolarmente ‘valoroso’ su tal fronte), sperando così di migliorare gli ‘insaziabili’ appetiti sessuali.
Insomma questo libro di D’Ambrosio (terzo di una trilogia dedicata alla sanità in antico regime), non deluderà certo le attese dei lettori, pensando anche ad altri temi da lui qui affrontati, come quello proposto per aiutarci a scoprire gli antesignani dei moderni farmaci ‘equivalenti’ destinati ai poveri diseredati e le caratteristiche strabilianti di alcuni ‘antidoti’ utilizzati come toccasana universali; il quadro complessivo che ne emerge offre dunque un insolito panorama del sapere medico del passato, con i rimedi e la cultura scientifica corrente dell’epoca, che potranno lasciare certo molto perplessi, però sino ad un certo punto, considerando, a ben leggere, la ‘circolarità’ storica di varie sostanze terapeutiche ritenute relegate ad un passato senza ritorno, ma ora invece addirittura recuperate a spron battuto e con successo tra le provette di laboratori farmaceutici ultramoderni.
Lecce, Università degli Studi, ottobre 2025
[Presentazione del volume di Angelo D’Ambrosio, “Tutt’altre storie. La medicina antica tra feci, vermi, malefici e solidarietà sociale (secoli XVI-XIX)”, Giorgiani Editore.]




































































