Manco p’a capa 308. In politica una “bella immagine” non basta!

di Ferdinando Boero

Silvia Salis mi piace molto come sindaca della mia città: non sopportavo che Genova, medaglia d’oro della Resistenza, e sempre in direzione ostinata e contraria rispetto alle tendenze politiche dominanti, fosse governata da giunte di destra. Salis appartiene alla sinistra e, fino ad ora, ha compiuto scelte di sinistra: appoggio alla flottilla e ai metalmeccanici, e altre cose che appartengono alla simbologia di sinistra. Tenta di mettere ordine nei conti del trasporto pubblico ma non ha avuto il tempo di dimostrare doti di gestione di una città. È presto, deve capire, circondarsi di persone competenti e fidate (prima di tutto competenti) e temo che dovrà fare scelte spiacevoli per la città, la capitale mondiale del mugugno.
Per una certa tradizione simbolica della sinistra, la sua estetica molto curata, elegante e mondana contrasta con l’idea di sobrietà e distanza dal lusso. La celebrazione del suo ultimo compleanno ha richiamato modelli di successo e visibilità pubblica più tipici di altri mondi politici: un linguaggio simbolico che può risultare ambiguo rispetto alla cultura politica a cui fa riferimento.
Le sue dichiarazioni di non voler rappresentare lo schieramento di sinistra alle prossime elezioni suonano come una sorta di “state sereni” per i tre segretari (più uno, perché Fratoianni e Bonelli sono sempre in coppia) dei principali partiti dello schieramento. Dice di non volersi candidare, ma poi dice che, se glielo chiedessero, ci penserebbe, ma non con le primarie.

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