Sullo stato della lingua italiana

di Antonio Prete

Negletta, priva d’odore, la lingua.

Scialba, gracile, sterpo di ramaglia,

fiamma sì fioca che pare s’estingua,

incerto  balbettio, accenno,  faglia

.

che lacera del pensiero la tela.

Ignora i gradi del sentire, come

l’azzurro svari nel giorno, non svela

né declina il dominio ampio del nome.

         .

Prigioniera della trionfante imago,

perde grazia, precisione, finezza,

si stempera nell’inerte, nel vago,

.

non dispiega del mondo la bellezza,

si versa in pioggia di twit, d’essemmesse,

in assenza del quia e del necesse.

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