L’arcaismo nel Salento da Normann Mommens a Luigi Fulvi

di Rosamaria Dell’Erba


Normann Mommens, Serafini.

 Normann Mommens (1922-2000), scultore con “grandi visioni dell’Universo”, trascorse i suoi ultimi anni a Spigolizzi, masseria vicina a Salve, noto sito preistorico del Salento da cui proviene un’industria litica risalente al Paleolitico Superiore.

Dopo l’esperienza in Cornovaglia ricca di cave di granito, l’artista giunge in Italia, a Carrara, viaggia per il Mediterraneo: Catalogna, Provenza e infine l’approdo a Naxos, l’isola più grande delle mitiche Cicladi ricca di marmo. Il primitivismo cicladico degli idoletti in marmo svelano a Mommens un mondo intriso di magia e di arcaismo che aveva anche affascinato Moore, Modigliani e Brancusi.

Gli idoli cicladici dell’età del bronzo evocano riti e religiosità legati alla   dimensione magico-religiosa delle civiltà primitive come quella maltese.

Presente nell’opera di Mommens è il riferimento alle sculture preistoriche di Gozo conservate nel museo archeologico dell’isola:  sono assemblate nella tipologia della “family group”, la famiglia di sculture;  si tratta di un indizio preziosissimo perché le forme più antiche di religiosità, come il politeismo, erano caratterizzate da famiglie di divinità la cosiddetta “parentela mitologica” riproposta da Mommens nei suoi amati Serafini. I templi del Neolitico, come quello di Hal Tarxien a Malta, erano più antichi delle Piramidi e di Stonhenge ed esercitarono un fascino innegabile nella corrente del Primitivismo novecentesco che si ispira all’arte arcaica anche in funzione antiaccademica.

Questa voce è stata pubblicata in Arte, Artisti contemporanei galatinesi e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *