di Antonio Lucio Giannone

Ho conosciuto personalmente lo scrittore Giuseppe Cassieri (Rodi Garganico, 1926 ‒ Roma, 2008) a Lccce nel 2006, ma ero entrato in contatto con lui già nel 2001, allorché ebbe inizio tra noi un breve ma fruttuoso rapporto di collaborazione. L’anno prima Cassieri, con l’editore Schena di Fasano, aveva inaugurato una collana di tascabili, che erano in vendita abbinati alla “Gazzetta del Mezzogiorno”, dal titolo “Ori di Puglia”. Essa si apriva con un suo libro, Paesaggio con figure. Dallo Sperone al Tacco, una sorta di vivace e svelto reportage nella regione, dal promontorio garganico alla pianura salentina. Nella Premessa a questo volumetto definiva la collana, di cui era direttore, «un’agile, trasversale ricognizione di culture radicate nel nostro Sud-Est, degne di assicurarsi un proprio spazio nel nuovo secolo». Dopo questo primo titolo, ne uscirono altri di illustri studiosi come Giovanni Dotoli, Francesco D’Andria, Donato Valli, Alberto Sobrero, Michele Dell’Aquila, Francesco Tateo, dedicati alla letteratura, all’arte, all’archeologia, alle tradizioni popolari, ecc.




































































