di Antonio Errico

In Francia, le università non vogliono studenti che usano il computer per motivi di studio. In Svezia, dopo anni di digitalizzazione hanno detto: adesso basta; a scuola si usa soltanto carta e penna. Eppure, proprio la Svezia aveva disposto l’uso dei dispositivi digitali finanche negli asili.
Ovviamente si riflette e si discute perchè c’è da riflettere e da discutere, possibilmente evitando gli schieramenti contrapposti di apocalittici e integrati.
Per esempio, è quasi inevitabile chiedersi se nei fatti che riguardano la cultura e quindi la formazione, che costituisce la prima e imprescindibile condizione della cultura, si procede per addizione o sottrazione. Probabilmente, invece, il procedimento avviene per integrazione. C’è stato un lungo tempo dell’oralità, poi venne quello della scrittura; prima si scriveva con penna e calamaio, poi arrivò la macchina da (o per) scrivere, poi il computer e le sue versioni sempre più sofisticate.




































































