“Uno spettro s’aggira … per Maglie”: Jules Bazile Guesde, docente al Liceo Capece (parte terza)

Un articolo del “Propugnatore”, che prende le mosse dalla nomina del sacerdote Nicola Ferramosca, già docente della stessa scuola, chiamato alla direzione dell’Ospizio “Garibaldi” di Lecce, evidenzia, tra l’altro, come la nomina di un sacerdote sia in “aperta contraddizione non solo con i nuovi tempi anticlericali, ma con l’indole dello speciale Istituto” e soprattutto sottolinea  l’animo conservatore del Ferramosca che aveva fortemente contrastato “l’impianto della Società Operaia Opera Pia [corsivo nell’originale]”[6]. Nel 1874  la Società  Operaia magliese era presieduta da Donato Colucci, come si riporta in un lungo e interessante articolo del 25 maggio 1874 in cui si rende merito per il suo operato al più volte sindaco di Maglie Achille Tamborino (1825-1895), il quale aveva nel 1874 impedito la speculazione sul mercato  alimentare  calmierandone  i prezzi, ragion per cui  “la Nobile Società Operaja di Maglie presieduta dal laborioso ed onesto signor Donato Colucci gli ha decretato una medaglia commemorativa degna testimonianza di sentita devozione”. L’opera del munifico magliese capace di agire contro “la Camorra degli aggiratori e dei Crudeli pubblicani” viene additata come modello ai ricchi a cui si ammonisce: “cumulate pure; ma non siate sordi all’altrui inedia, se volete che vi si venga bene; compiacetevi e imitate pure l’onorevole e vero Cavaliere, Achille Tamborino di Maglie”[7].Tamborino aveva già agito in tal senso in occasione della carestia del 1844[8].

     Dettagliate sono le informazioni che abbiamo sulle Società Operaie magliesi e salentine.  “Maglie –La Società operaia di Mutuo Soccorso – Il numero di soci effettivi è di 74, giorni di malattia in tutto l’anno 218, sussidiati 7. Il patrimonio è di lire 140,20; tasse d’amissioni lire 45, contributo dei soci effettivi lire 556,70, totale lire 601,70; spese per gli ammalati lire 197,50, medici e medicine lire 130, funerali lire 17 e 65, totale lire 345,15, spese di amministrazione lire146,80, totale L. 491,95”[9]. A Gallipoli erano 55 soci, a Lecce 145, a Nardò 95, a Massafra 41, a Ostuni 35, Brindisi “non ha date le informazioni richieste”; sulla società di Casarano, che contava 48 associati, vi è una postilla: “Da poco è nostra associata per cura e volere del suo presidente e della cara amica nostra signorina Adele Lupo, che unitamente alli Forleo e Alfredo Casalini cooperano coi loro scritti a rendere gradita e utile la lettura del nostro periodico. Non ci diede ragguagli: è neonata e non ha veste ancora con cui presentarsi come vorrebbe fra le sue consorelle, ma ha tanta stoffa da ben presto farsi un bell’abito e corredo da dire: ancora io sono viva e non vegeto”[10]. La società operaia più grande è quella di Taranto con 257 soci, e Taranto si conferma uno dei centri in cui è stato più attivo il movimento operaio tanto che ivi era stato programmato un moto rivoluzionario nel 1875.

     Guesde giunge a Maglie nel 1875. Il Comune di Maglie il 22 ottobre informa Guesde dell’assunzione ed egli prende possesso della cattedra il 1 novembre[11].

     Secondo Ducange, Guesde diede corsi di francese e occasionalmente collaborò a vari giornali per guadagnarsi da vivere. In quel momento era ancora un fervente partigiano dell’anarchismo: “In queste condizioni precarie, Guesde mette su famiglia. Uomo di amicizia e lealtà, Guesde ha saputo mostrare anche il suo lato sensibile: era un padre di famiglia. Sposò Mathilde Constantini, figlia di un soldato di Napoleone che era rimasto in Italia. Mathilde era stata in Russia, per dare lezioni di italiano a giovani aristocratici russi. Presumibilmente contrasse un primo matrimonio con un russo. Poliglotta, padroneggiava cinque lingue (italiano, francese, inglese, tedesco, russo), cosa che a volte facilitava la corrispondenza di Guesde con i socialisti all’estero. […] Hanno avuto tre figli insieme: Mario, Louise (1877-1944) e Léo (1878-? ). Ma presto gli impegni di Giulio valsero alla famiglia una nuova espulsione dal territorio nazionale. Guesde arrivò di nuovo in Svizzera, dove lui e la sua famiglia rimasero per alcuni mesi. Ha poi aspettato che scadesse la sua condanna a cinque anni in Francia, decorsi i quali, rimpatriò”[12]. La nostra fonte non fa nessun riferimento alla docenza magliese.

     Neppure Menghini, pur ricordando i trascorsi italiani, menziona la parentesi magliese: “Costretto a rifugiarsi in Italia, continuò nella sua propaganda, ma nel 1875 fu espulso anche dal governo italiano. Tornò allora in Svizzera e l’anno dopo, amnistiato, poté trasferirsi a Parigi”[13].Un altro studioso invece dice che “per guadagnarsi il pane fu costretto ad insegnare al collegio Cappecce [sic] di Maglie Lecce”[14].

     Effettivamente, è ampiamente documentabile, anche con un autografo dell’interessato, la sua permanenza salentina. Un’inserzione dell’11 ottobre 1871 informa che a Maglie, Assessore Oronzo Micolano, è stato istituito l’insegnamento della lingua francese, quello di Guesde, poiché reso obbligatoria dal Ministero[15].

     Presso la Biblioteca Comunale di Maglie[16]si conserva il faldone “Liceo Ginnasio Capece 1876- 1887-1910” che raccoglie varia documentazione del Comune di Maglie riguardo l’iter per il pareggiamento e poi per la statalizzazione del Liceo Capece avvenuti rispettivamente nel 1877 e nel 1907. Nella cartella “Incartamenti relativi al pareggiamento” al foglio 1r è riportato l’estratto del bilancio, datato 8 marzo 1876 e firmato dal sindaco Achille Tamborino; la voce “professore di lingua Francese” è sottolineata con matita azzurra; ma è al foglio 41v che troviamo l’elenco nominativo del personale del Capece ed il relativo compenso. Il professore di Lingua francese “Giulio Bacile Guesde” percepisce uno stipendio di 924 lire. Al foglio 42r in corrispondenza del rigo in precedenza citato è annotato con matita azzurra “vedi foglio 3 n 7”. È più che plausibile che le due sottolineature siano d’epoca e siano avvenute in occasione delle indagini sulla presenza a Maglie del contumace professore francese. Un’altra considerazione va fatta sulla italianizzazione per consonanza del cognome Bazile, nel ben più noto Bacile, il che, probabilmente, ha contribuito a non far notare fino ad ora agli studiosi la presenza di Guesde a Maglie. Quando Guesde vi giunge, il Ginnasio Convitto Capece non aveva ancora ottenuto il pareggiamento. Vi era stata nel 1868 la cessione provvisoria al Comune, sia pure con il vincolo della inalienabilità del bene, che nel 1871 era stata ufficializzata con atto notarile da parte del Real Governo, divenendo così definitiva. Il pareggiamento avverrà nel 1877, con l’Amministrazione guidata dal già ricordato Senatore Achille Tamborino, ma l’ente versava in condizioni finanziarie davvero critiche, come i Direttori che si sono succeduti lamentavano. Durante gli anni di permanenza del professor Guesde, il Direttore del Liceo è Antonio Cadei, il quale parla di “scadimento morale ed intellettuale del convitto e del ginnasio”[17]. Il primo Direttore-Rettore del Capece fu il frate domenicano Martino Piccinni, dal 1863 al 1869, poi fu la volta del canonico Vito Ferente fino al 1872 e dal 1872 al 1875 del sacerdote Giosuè Tamborini. Dopo la partenza di Guesde fu la volta di Pietro Pellizzari, una delle figure più importanti del Convitto, in carica dal 1877 al 1884[18]. Con lui inizia quello che Papa definisce il periodo aureo del Capece[19]. Sotto la direzione di Pellizzari, aumentano gli iscritti, viene risanato il deficit, si incrementano le attività esterne o extra curriculari, come le chiameremmo oggi. A lui si deve la nascita della rivista «Lo studente magliese», antesignana dei «Quaderni». All’uopo si impiantano una tipografia ed una rilegatoria all’interno del Liceo stesso. Inoltre si acquistano degli strumenti musicali, come il pianoforte, nasce il piccolo teatro nella sala del Convitto. Si incrementa la dotazione della biblioteca e si istituisce un gabinetto di lettura dove gli studenti potevano usufruire dei libri che costituivano il patrimonio più importante, secondo il Rettore, per una istituzione scolastica oltre che per l’accrescimento ed il miglioramento dei convittori[20]. Ma ormai Guesde era lontano.

     Il breve soggiorno di Giulio e Matilde a Maglie è legato anche alla nascita del figlio primogenito Mario (1875-1874) il 25 novembre 1875 al civico 4 di Via estramurale, come da atto di nascita di “Bazile Guesde Mario, figlio di Giulio Bazile Guesde anni trenta professore francese […] e da signora Matilde Costantini del fu Lorenzo”[21]

     L’esperienza magliese di Guesde viene descritta con toni idilliaci da Compère Morel che riferisce che Guesde era ormai prossimo a lasciare l’Italia quando “apprende che un posto di professore di letteratura al collegio del Cappecce Lecce (terre d’Otranto) [sic] è disponibile. Un concorso era aperto e lui vi partecipa. Classificato primo, ottiene questo incarico. Dunque, eccolo al sicuro, perché finalmente sta per godere di un salario regolare. Ben inteso, non si tratta di ricchezza, ma è il domani sicuro e la possibilità di poter lottare per le sue idee senza soffrire e senza far soffrire la fame, giacché ora ha una donna e un figlio! Informato dalla Municipalità di Maglie della sua nomina il 22 ottobre, prende servizio il 1° novembre 1875. Il salario del professore di francese non è assolutamente alto, perché non supera 85 Franchi al mese! Tuttavia è la garanzia di un budget sufficiente per la famiglia e ogni volta che ne avrà l’occasione, Guesde affermerà che questo lembo di Terra italiana è stato per lui la terra della felicità. Intrattiene rapporti d’amicizia con tutti i colleghi che, con una o due eccezioni appena, sono padri gesuiti. Uno di questi, padre De Donno, mente colta e aperta a idee audaci, è uno dei migliori amici di Guesde. Ma ciò che doveva avvenire, avvenne. Appena si viene a sapere che il professore di Letteratura Francese è stato condannato dalla Giustizia francese per aver difeso la Comune, Guesde deve sopportare tutta una serie di problemi, fastidi e disagi. E un bel giorno viene informato che il suo ordine d’espulsione è ancora in vigore. Guesde parte per la Svizzera, ed è là che il suo amico Léon Millot il 13 aprile 1876 gli indirizza una lettera che egli legge con il piacere che si può immaginare”[22]

     Il mancato battesimo del figlio allertò le autorità di polizia e probabilmente per questo Guesde dovette abbandonare Maglie in tutta fretta.

     Del fatto che Guesde abbia lasciato Maglie nel novembre 1876, ad oggi abbiamo vari riscontri, ma già dal 16 aprile 1876 Guesde scrive di essere in Svizzera[23]. Il 21 novembre 1876 il preside del Capece comunica la nomina di Francesco Martini a professore di Francese[24].

     Possiamo fare una rapida rassegna sugli articoli di stampa che danno conto del soggiorno magliese di Guesde, come, per esempio, il lungo saggio di un anonimo che offre un ritratto del politico francese in cui egli è aggettivato come l’ “apôtre”, cioè l’apostolo, e dice “a Ginevra dapprima e in Italia in seguito, a Maglie, vicino a Otranto, ove fu professore al collegio Capecce [sic]”[25].

     Una fonte posteriore che parla del “leader socialista assunto al potere”, è l’intervista di Luigi Pomè sulle pagine de «Il Giornale d’Italia» del 29 agosto 1914, in cui Guesde faceva appello ai socialisti italiani perché entrassero nella compagine governativa, analogamente a quanto successo Oltralpe. In questa fonte, l’articolista, nel tracciare il profilo del politico, ricorda la presenza in Italia di Guesde ma scrive erroneamente che il figlio Mario sia nato in Sicilia e non a Maglie[26]. Questa inesattezza venne corretta da una lettera non firmata da Maglie del 30 agosto 1914, pubblicata su «La Tribuna» del 31 agosto 1914, intitolata Il ministro Guesde, professore di francese a Maglie, in cui si fornisce una nota ricca di informazioni sulla presenza magliese del docente. L’autore, probabilmente un collega di Guesde, precisa sull’insegnante “del nostro liceo Capece”: “Buono e caro amico, molti vecchi insegnanti suoi colleghi e moltissimi che furono suoi alunni ricordano qui Giulio Guesde. Accolto con la consueta cortese ospitalità dalla famiglia Romano, seguiva con loro lo svolgersi delle vicende politiche della sua patria, sempre ansioso di notizie e desideroso del ritorno. Era legato d’intima amicizia all’attuale direttore didattico cav. Ingravalle[27], al prof. Giovanni Refolo[28] e ad altri molti, e vi è chi conserva di lui anche una fotografia, il sig. G. De Donno fu Giacomo. Dai suoi amici di qui fu inviato un affettuoso telegramma”[29].

     Ma è lo stesso Guesde che conferma la sua presenza salentina in una nota autografa su carta intestata della Camera dei deputati, databile 1921-22, oggi depositata e digitalizzata dall’International Institute for Social History di Amsterdam, dove leggiamo: “quando in Novembre 1876 da Maglie (Italie) rientrai dall’esilio in Francia”[30].

      Quanto al “direttore didattico cav. Ingravalle” che menziona l’articolista de «La Tribuna», questi è un personaggio davvero degno di nota. Alla sua morte, il 21 febbraio 1915, per commemorarlo, i figli diedero alle stampe un libello che raccoglieva gli omaggi resi da personalità varie, un documento interessante perché ci permette anche di cogliere quello che è stato il “lascito” di Guesde a Maglie”. Come riferisce nell’opuscolo il figlio maggiore Attilio[31], nel tracciare il profilo umano e professionale del padre, il rapporto d’amicizia con Guesde fu determinante per le scelte di Ingravalle: “Acquistava libri ed opere nuove e li studiava con passione: rimase infatti di Lui una ricca
biblioteca. Da quando venne in Maglie Giulio Guesde, ora ministro in Francia, gli fu amico intimo e segreto (poiché Guesde era allora un esiliato che, per mezzo di mio padre, si manteneva in rapporti col partito socialista francese)[32], si appassionò della lingua francese così da parlare bene in poco tempo; poi la studiò con amore e nel 1892 conseguì il diploma di insegnante di francese […] Maglie, marzo 1915, Attilio”[33]. Più oltre è riportato che Ingravalle ha terminato la sua carriera scolastica come insegnante di francese nella Scuola tecnica “Oronzo De Donno”. In effetti Ingravalle, come risulta dal bilancio del 1876, era insegnante alle elementari[34] e di ginnastica al liceo. La cartella contiene una minuta non firmata del Preside, datata 1 novembre 1907, in risposta a una richiesta di informativa circa il bidello, il segretario e l’insegnante di ginnastica del liceo Capece; apprendiamo che il prof. Vincenzo Ingravalle ricopre tale incarico dal novembre 1873 e che praticamente si deve a lui l’introduzione dell’insegnamento della ginnastica a Maglie tanto che “Quel Municipio deliberò di impiantare una Palestra”[35]

     Su «L’ Illustrazione Italiana» del 6 settembre 1918 viene pubblicato un articolo in forma di telegramma da Parigi del 30 agosto il cui autore si firma con lo pseudonimo di “Spectator”. Lo scritto dalla posizione decisamente interventista mette in evidenza i disastri della guerra sul fronte franco belga, in particolare sottolinea retoricamente le conseguenze della scelta neutralista belga e si rivolge a quanti in Italia pur simpatizzando per i due Paesi sotto attacco sono stati comunque per il non intervento armato. Fa presente che in Francia è stato costituito un Ministero della “concentrazione nazionale” all’interno del quale sono due autentici socialisti come Sembat e Guesde, e scrive: “io lo ricordo Guesde, di quarant’anni addietro! […] Era allora uno dei giovani profughi della Comune, colpiti da condanna politica dai versigliesi. Capitò a Roma, con Eliseo Reclus, con l’allora già attempato Cluseret, con un pallido e stridente Chery, che teneva sempre un piccolo rosso cane volpino sotto le braccia, e noialtri studenti simpatizzavamo per loro, ce li portavamo insieme al caffè, al ristorante e a teatro. Guesde sparì presto; andò nell’Italia Meridionale, si fissò a Maglie come maestro di lingue, vi rimase finché l’amnistia lo riammise in Francia, ed a Maglie è ancora ricordato!”[36].


Modello del monumento a Jules Guesde, a Roubaix, di Georgette-Auguste Sembat (1867-1922); rame, legno, piombo (galvanoplastica), Già nei fondi della città di Roubaix, ora a “La Piscine”-Musée d’Art et d’Industrie (Roubaix)

     “Nel piccolo collegio di Maglie di Lecce, dove fu, per concorso, ammesso a professore, compose, in italiano, il suo opuscolo Della proprietà, in risposta a un libro del senatore Lampertico”[37]. Osserva Favilli che tra i lavoratori di Milano agli inizi degli anni Ottanta oltre al Compendio del Capitale di Carlo Cafiero[38] e a Le tre internazionali di Osvaldo Gnocchi-Viani, era anche conosciuta “una lettera aperta di Jules Guesde al senatore Lampertico, pubblicata su «La plebe» del 1876 e poi trasformata, l’anno seguente, in un opuscoletto di 31 pagine, che ebbe larga diffusione anche in ambienti operai”[39].  Questa lettera di Guesde, Della Proprietà. Lettera al Senatore Lampertico, pubblicata il 19 settembre 1876, diventa dunque un opuscoletto che verrà ristampato anche in francese[40]. Compère Morel afferma invece che non di articolo ma di brochure si tratti, scritta interamente a Maglie[41]. Articolo o libretto, comunque, al senatore Fedele Lampertico (1833-1906) Guesde rimprovera la contraddizione del pensiero di chi pure esprimendo considerazioni socialisteggianti sulla proprietà privata, finiva col cozzare con “la logica degli interessi dei proprietari terrieri”[42].

     Un necrologio apparso su un giornale laburista neozelandese afferma che dopo la presenza in Svizzera “subito dopo nominato professore di letteratura a Maglie in Italia ha scritto libri per la sinistra italiana e fondato una nuova sezione dell’Internazionale”[43]

     Risale agli anni italiani la pubblicazione in traduzione francese a Lodi del romanzo manifesto del populismo sovietico Che fare? di Černyševskij(1828-1889). Uscito in Russia nel 1863, venne pubblicato in Italia a cura di A. Tveretinov, B. Malon e lo stesso Guesde[44].

     Tornando sulle ragioni della conclusione della sua parentesi salentina, le opinioni divergono; certo è che la pena era stata scontata e non vi erano più impedimenti per il suo rimpatrio. Certamente Guesde fonda una sezione dell’Internazionale proprio a Maglie: “In Italia egli fu nominato professore di letteratura al collegio di Maglio [sic] in Otranto, ma avendo fondato una sezione dell’Internazionale, fu espulso”, scrive il giornale «L’Émancipation»[45]. Come riporta Genuzio,La sua situazione economica non è più brillante. La sua posizione politica finisce per essere conosciuta e Guesde deve andarsene”[46].

IL RITORNO IN FRANCIA E LE CONTINGENZE POLITICHE

     Rientrato in Francia dove, in occasione del Congresso di Marsiglia dell’ottobre 1879, la Federazione del partito dei lavoratori socialisti di Francia (Fptsf) vide prevalere la sua linea, “Guesde, che doveva predisporre un programma politico, anche in vista della partecipazione alle elezioni, si rivolse a Marx. Grazie all’aiuto di Paul Lafargue, i due si incontrarono a Londra, nel maggio del 1880. Nacque così il Programma elettorale dei lavoratori socialisti che apparve in diversi quotidiani francesi”[47]. Nel 1882 fonda il Partito Operaio (POF) che assume in seguito (1893) il nome di Partito operaio francese e aderisce alla visione internazionalista. Guesde mantiene all’interno del partito una posizione dura e pura, anti borghese, integrale, quella insomma del socialismo internazionale. In effetti il Partito cresce sempre più in forza numerica e rappresentanza. Guesde ha un largo seguito, le sue idee trovano rapida diffusione attraverso i giornali su cui scrive, si inizia a parlare di una «disciplina guesdista», nella quale si riconoscono le migliaia di iscritti al partito operaio e la cui base è a Roubaix. Guesde si candida alla Camera dei deputati nel 1893 per la circoscrizione di Roubaix; viene battuto nel 1898 e nel 1902 e rieletto deputato nel 1906, 1910 e 1914. Continua intanto la sua attività pubblicistica. La sua forza elettorale è data dal popolo di sinistra della Francia settentrionale, soprattutto quella dei tanti lavoratori dell’industria tessile che si riconoscono nella sua linea. Grazie al Partito Operaio viene istituita in Francia la giornata del Primo Maggio a favore dei lavoratori salariati delle industrie e di tutti i lavoratori che si battevano in quegli anni per le importanti rivendicazioni di categoria come la riduzione delle giornate di lavoro e la fine dello sfruttamento padronale. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Guesde si rende protagonista di un voltafaccia cui i grandi personaggi politici ci hanno in qualche modo abituato. Contrariamente alle sue iniziali posizioni pacifiste, egli vota in Parlamento l’ingresso in guerra della Francia, convinto, come si può leggere nelle sue dichiarazioni, che il socialismo non sia incompatibile con il nazionalismo, che la causa della Francia vada difesa con le armi e che combattere per la patria sia il più valoroso ed eroico atto che possa fare un socialista fiero e orgoglioso della proprie idee. Con lo scoppio della Grande Guerra aderì dunque all’Union sacrée ed entrò a far parte del Governo Viviani dal 26 agosto 1914, in veste di Ministro. Lanciò un appello diretto a socialisti italiani per non contrastare l’ingresso in guerra dell’Italia in un’intervista concessa al deputato socialista italiano Alceste De Ambris sul «Vorwärts», organo del Partito socialdemocratico tedesco, del 29 novembre 1914[48]. Significativa fu la sua influenza sull’ormai ex socialista Benito Mussolini il quale poi aderì alle posizioni interventiste. De Felice genericamente riferisce di “finanziamenti” esteri dalla Francia in un primo tempo e da ambienti industriali poi[49]. Mussolini incontrò nel novembre del 1914 in Svizzera Dumas, segretario di Guesde, e ricevette 100 mila lire per il suo giornale a cui fecero seguito altre elargizioni[50]. Guesde era convinto in fondo che l’entrata in guerra avrebbe comportato per la Francia una rivoluzione sociale simile a quella della Rivoluzione Francese e che i socialisti non potessero trovarsi impreparati di fronte ad un grande appuntamento con la storia. Come Ministro operò quindi al fianco delle nazioni intervenute in guerra.

     Nel 1920 si dichiarò contrario all’adesione dei socialisti francesi all’Internazionale comunista.

     Jules muore il 28 luglio 1922.

(fine)

[in “Note di Storia e Cultura salentina”, Società Storia Patria Puglia Sezione del Basso Salento, n.XXXV, 2025, Edizioni Grifo, Lecce, 2025]


     [1] Nicola G. De Donno, Appunti per una storia sociale di Maglie negli ultimi due secoli, in Studi di storia pugliese in onore di Giuseppe Chiarelli, cit., p. 376, ed Emilio Panarese, Disoccupazione e accattonaggio a Maglie tra ‘800 e ‘ 900, Ivi, pp. 381-394.

     [2] Elezioni Generali Tav I. Risultati per collegi e provincie anni 1870-1874, Ministerodi agricolturaindustria e commercio, Ufficio centrale di statistica, Roma, Tipografia Cenniniana, 1876. Più dettagliatamente, come riporta la stampa locale: “La nostra Provincia ha nove collegi, sulle liste dei quali figurano circa 10mila elettori.  Nelle elezioni del 20 e del 27 novembre ne intervennero 5.851, cioè tenuto conto di voti che andarono dispersi, circa sei decimi degli inscritti, ora questa massa di elettori, innanzi alle urne, si divise in due e 3425 votarono dei candidati governativi, 2426 per quelli dell’opposizione”; a Maglie venne eletto con 512 voti De Donno, indicato come candidato governativo, mentre Grassi, candidato dell’opposizione, ne raccolse 330. Statistica delle elezioni politiche nel leccese, in «Il Cittadino leccese: giornale della provincia politico e letterario», a. X, numero 2, gennaio 1871, p.1.

     [3] Oronzio de Donno (1819-1886) fu tra i componenti del governo Provvisorio installato a Lecce il 10 settembre 1860.  Cfr. Mario Marti, La vita culturale, in Storia di Lecce. Dall’Unità al secondo Dopoguerra, a cura di Maria Marcella Rizzo, Bari, Laterza, 1992, p. 599.  

     [4] Maria Marcella Rizzo, L’élite politica: dal Municipio al Parlamento, in Storia di Lecce, cit., pp. 31-32.

     [5] Ornella Confessore, Momenti di lotta politica in Terra d’Otranto tra il ’60 e l’82, in Scritti in onore di Giuseppe Codacci Pisanelli, Tomo I, cit., pp. 131-132.  

     [6] Ospizio Garibaldi, in «Il Propugnatore», a.14, n. 27, 13 luglio bis 1874, pp. 2- 3.

     [7] Achille Tamborino di Maglie Beneficienza, in «Il Propugnatore», a.14, n. 20, 25 maggio 1874, p. 3. L’azione di calmieratore dei prezzi di Tamborino era già stata elogiata nel numero del 4 maggio 1874, p. 3.

     [8] Su Tamborino, la voce in Carlo Stasi, Dizionario enciclopedico dei Salentini, II, cit., p.1049.

     [9] Cesare Revel, Del Mutuo Soccorso dalle classi lavoratrici in Italia dedicato alle società operaie per il Cav avvocato Cesare Revel [..]Torino, Tipografia di Giovanni Borgarelli, 1877, p. 529. 

     [10] Ivi, pp. 329-330. Su Adele Lupo, si vedano: Luigi Marrella, Luigi Scorrano, Un inno ed un sospiro, Adele Lupo di Casarano, Manduria, Barbieri, 2001, e Adele Lupo. Antologia delle opere Con lettere inedite a Giannina Milli, a cura di Luigi Marrella, Luigi Scorrano, Manduria, Barbieri Editore, 2010.

     [11]Adéodat Constant Adolphe Compère-Morel, Jules Guesde: Le socialisme fait home 1845-1922, cit., p. 105.

     [12] Jean-Numa Ducange, Jules Guesde, The Birth of Socialism and Marxism in France, cit., pp. 10-11.

     [13] Guesde, Mathieu-Basile, detto Jules,a cura di Mario Menghini, in Enciclopedia Italiana, Treccani, 1933 (on line). 

     [14] Davide Bidussa, Leo Valiani, tra politica e storia. Scritti di storia delle idee (1939-1956), Milano,Feltrinelli, 2008, p. 396.

     [15] «Il Propugnatore»,a.11, n. 41, 23 luglio 1871, p. 3.

     [16] Si coglie l’occasione per ringraziare il personale della Biblioteca di Maglie per la gentile collaborazione ed il personale del Liceo Capece, presso il cui Archivio le ricerche hanno avuto luogo.

     [17] Vito Papa, Il sogno della duchessa. Profilo storico di Francesca Capece e del suo ‘Stabilimento di carità cristiana’, Fondazione Capece, Galatina, Editrice Salentina, 2010, p. 59. Il Preside Cadei resta in carica dal 1875 al 1877: Cosimo Giannuzzi -Vincenzo D’Aurelio, La figura di Francesca Capece e l’origine dell’istruzione pubblica a Maglie, in Il Regio Liceo-Ginnasio F. Capece di Maglie. Ricerche e studi, Edizione monografica dei «Quaderni del Liceo» a cura di Vito Papa, Ed. Liceo Capece, n. X, Galatina, 2009, p.17. Nello stesso faldone sopra citato si conserva il testo di un bando del comune di Maglie del 14 agosto 1878 per “un posto di professare reggente di Ginnasio superiore”. Il bando si conclude con una sorta di messaggio di promozione territoriale: “la bontà dell’aria la dolcezza del clima e la mitezza dei viveri l’essere Maglie situata sulla linea ferroviaria Bologna Otranto in vasta pianura e la civiltà degli abitanti ripromettono ai concorrenti benessere e lieto soggiorno”.

     [18] Nicola De Donno -Emilio Panarese, Le strade di Maglie, Via Pietro Pellizzari, in «Tempo d’oggi», Anno II, n.7, Maglie, 1975, p. 3.

     [19] Vito Papa, Il sogno della duchessa, cit., p. 99.

     [20] Per una breve storia dell’istruzione a Maglie: Nicola De Donno, Le prime scuole, Noterelle e Ritratti di storia magliese, in «Salento avanti!», Maglie, 27-03-1968, pp.7-8; Idem, Scuola e sviluppo sociale in un comune del Salento nel sec. XIX (Maglie), in «Rassegna Pugliese», anno V, n.1-3, gennaio-marzo 1970, p. 58; Emilio Panarese, L’istruzione primaria, popolare e professionale a Maglie nei primi quarant’anni del regno (1862-1900), in «Note e documenti di storia e cultura salentina», Società Storia Patria Maglie, n. III, Cutrofiano, Tip. Toraldo e Panico, 1976, pp.103-112; Idem, L’istruzione secondaria pubblica e privata in Terra d’Otranto nel 1862-63, in «Tempo d’oggi», Anno II, n. 25, 1975, p. 3; Idem, Cenni storici sullo sviluppo dell’istruzione pubblica a Maglie dall’Unità ad oggi (1861-1985), in «Contributi», Anno V, n.1, Galatina, Congedo, marzo 1986, pp. 21-46; Idem, Egidio Lanoce e la scuola d’arte magliese, in «Tempo d’oggi», Anno I, n. 4-5, 1974, p. 3; Idem, La scuola magliese dell’arte e del ricamo, in «Tempo d’oggi», Anno I, n. 9, 1974, p. 3; Pietro Manca, Per una pedagogia della narrazione.“Memorie didattiche” del Liceo Statale “F. Capece” di Maglie, in “Filoi Logoi” Studi in memoria di Ottorino Specchia a vent’anni dalla scomparsa (1990-2010), a cura di Giuseppe Caramuscio e Francesco De Paola, Società Storia Patria di Lecce, Collana “I Quaderni de L’Idomeneo”, Galatina, Edipan, 2010, pp. 189-204; Vito Papa, Ottorino Specchia e i Quaderni del Liceo Capece, Ivi, pp. 205-208.

     [21] Comune di Maglie Registro nati 1875, 27 novembre 1875, n.165. Figlio maggiore di Jules Guesde, fratello di Louise Guesde e Léo Guesde, Mario non sembra aver avuto un ruolo di rilievo all’interno del POF, se non quello di delegato aggiuntivo nei congressi socialisti, come a Nantes (1894). Nel giugno 1933, Mario Guesde partecipa alla creazione della Società degli amici di Jules Guesde e fa parte del suo consiglio di amministrazione, presieduto da Bracke-Desrousseaux. https://maitron.fr/spip.php?article81238, notice GUESDE Mario, version mise en ligne le 30 mars 2010, dernière modification le 22 septembre 2022    

     [22] Compère Morel, Jules Guesde, cit., pp. 104-105.

     [23] Ivi, pp. 105-106.

     [24] Comune di Maglie, Pareggiamento del Ginnasio Capece; Ginnasio Capece in Maglie, Oggetto Comunicazione preghiere del 21 novembre 1876 n.12. Willard dice che Guesde rientra in Francia nel mese di settembre. Claude Willard, Jules Guesde, cit., p.27.  Ducange indica solo l’anno, non il mese. Jean-Numa Ducange Jules Guesde, cit., p. 12.

     [25] Jules Guesde, in «Le journal quotidien, litteraire, artistique e politique», a. XXII, n. 353, 15 settembre 1893, p.1.

     [26] Luigi Pomè, Intervista con Giulio Guesde, in «Il Giornale d’Italia», 29 agosto 1914, p. 3.

     [27] L’ “insegnante” Vincenzo Ingravalle (Bisceglie 1853- Maglie 1915)[Comune di Maglie, Registro degli Atti di Morte 1915, n. 26], oltre a essere direttore didattico, come scrive l’autore della lettera, fu anche alla guida della “Associazione Magistrale” e il  2 aprile 1907 a  Maglie  nel “ Convitto”  promosse un “Pubblico Comizio pro avocazione” in cui “…parlando il presidente dell’Associazione prof. Vincenzo Ingravallee il sindaco dott. Vincenzo De Donno, con calda eloquenza”, riscossero “molti applausi «cominciando da queste povere provincie del Mezzogiorno, dove appunto l’analfabetismo è imperante»”: Contro l’analfabetismo e per la Scuola dello Stato, in «I diritti della scuola», anno VIII, n.27, Roma, 4 aprile 1907, p. 282.  Sull’attivismo di Ingravalle si vedano anche: Nicola De Donno-Emilio Panarese, Le vie di Maglie, Via Vincenzo Ingravalle, in «Tempo d’oggi», Anno II, n. 26, 1975, p. 3, e Angelo Semeraro, Cattedra, Altare, Foro, educare e istruire nella società di Terra d’Otranto tra Ottocento e Novecento, Lecce, Milella, 1984, p. 115. 

     [28] Su Giovanni Refolo esponente de “il Gruppo di Maglie”, si veda: Donato Valli, Storia della poesia dialettale nel Salento, Galatina, Congedo Editore, 2003, pp. 160-161, ad vocem. Il nome dei Refolo è legato alle sorti del partito comunista magliese; in particolare va ricordata la figura di Pietro Refolo, antifascista e sindacalista, fondatore della CGIL a Lecce che visse esule in Francia. Su Refolo: Salvatore Coppola, Pietro Refolo. Una vita per la democrazia. Le origini della CGIL nel Salento, Lecce, Argo, 1998. Sulla storia del PCI nel Salento, si veda il volume pubblicato dalla Società Storia Patria per la Puglia di Lecce in occasione del primo centenario della nascita del PCI: Il PCI, l’Italia e il Salento. Democrazia, diritti e lavoro nel “secolo breve”, a cura di Mario Spedicato e Salvatore Coppola, Castiglione, Giorgiani editore, 2021.

     [29] Il ministro Guesde, professore di francese a Maglie, in «La Tribuna», 31 agosto 1914, Roma, p. 6.

     [30] Institute of Social History (Amsterdam) https://access.iisg.amsterdam/universalviewer/#?manifest=https://access.iisg.amsterdam/iiif/presentation/ARCH00496.595_1/manifest per 

     [31] Il quale si laurea in medicina a Napoli nel 1907; nel 1937 diviene il Direttore sanitario dell’Ospedale Civile di Maglie: Guida sanitaria delle Puglie: province di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, Napoli, La Nuovissima, 1937, p. 71.

     [32] Quanto qui scrive Attilio è inesatto poiché negli anni magliesi il partito socialista francese non è stato ancora fondato e lo stesso Guesde sta maturando la sua “conversione” verso il socialismo.

     [33] Cfr. In memoria del Cav. Prof. Vincenzo Ingravalle, Maglie, Tipografia Capece, 1915.

     [34] Prospetto particolareggiato dello stato dell’Istruzione, 7 marzo 1876, f 1r. 

     [35] La Guida del Maestro Elementare Italiano e dell’Educatore. Giornale didattico teorico pratico per le scuole elementari e popolari, Anno Undicesimo, Torino, Tipografia subalpina di Marino e Gantin, 1874-75, p. LXXIX. Inoltre, Ginnasio-convitto di Maglie, in «L’unione, giornaletto didattico politico degl’insegnanti primari d’Italia», a. IV, Torino, 16 ottobre 1873, n. 41-42, p. 397. In un articolo di Donato Zocco che riferisce dettagliatamente delle attività che le scuole magliesi svolgono in occasione della Festa dello Statuto del 6 giugno 1883, si esaltano i saggi ginnici del Ginnasio diretti dal prof. Ingravalle ed anche i manufatti della “Scuola serale di Disegno per gli Artigiani” diretta dal Prof. Egidio Lanoce, istituita nel 1882: Donato Zocco, Voce dei Comuni, in «Il Risorgimento», Anno VIII, n. 25-26, Lecce 10 giugno 1883, p. 4. “Fu più volte nominato dalle autorità scolastiche e per vari anni fu direttore dei corsi di ginnastica per i maestri e le maestre elementari ed esaminatore per il conferimento della patente ai medesimi”. Nel 1882 con Oronzio De Donno dà alle stampe Delle origini di Maglie in terra d’Otranto: conferenza tenuta il 13 aprile 1882 in Maglie nella sala del ginnasio-convitto Capece.Nel 1885 pubblica Relazione sulle conferenze pedagogiche tenutesi a Taranto, Maglie, Tipografia Capece. Cfr. Angelo Semeraro, Cattedra, foro, altare, cit., pp. 115 e 150.Nel 1896 è candidato all’incarico di direttore didattico a Maglie e nel 1907 gli viene conferita la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Non risulta che l’amicizia con Guesde dopo la sua partenza da Maglie sia stata coltivata. Sarebbe interessante sapere se Jules abbia continuato ad intrattenere rapporti con altri personaggi magliesi o se quella salentina fu solo una parentesi momentanea che durò davvero l’espace d’un matin.

     [36] Spectator, Dagli orrori della guerra al patriottismo ….  di Caino!, in «L’illustrazione Italiana», anno XLI, n. 36, 6 settembre 1914, pp. 218-219. L’articolo si conclude con una ironica constatazione per i socialisti nostrani: “e Guesde che invoca l’aiuto dei socialisti italiani ha davvero di che consolarsi”. Dietro lo pseudonimo di Spectator vi era probabilmente il giornalista bolognese Mario Missiroli (1886-1974): Roberto Pertici, ad vocem, in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 27, 2011 (on line).

     [37] Bracke (A.M. Derousseauax), Jules Guesde sa formation – son oeuvre, in «La Nouvelle revue socialiste: revue mensuelle du Mouvemente socialiste international», Parigi, I, n.8, 15 luglio -15 agosto 1926, p. 513.

     [38] La prima edizione integrale del Capitale critica dell’economia politica, di Carlo Marx, è opera di Gerolamo Boccardo, Biblioteca dell’economista. Raccolta delle più pregiate opere moderne italiane e straniere di economia politica diretta dal Professore Gerolamo Boccardo, Volume IX, parte seconda, Torino, Unione Tipografia, 1886, pp.1-685, cit. in Mario Bravo Socialismo e Marxismo in Italia, cit., p. 24, che sottolinea pure i fitti contatti di Engels da Londra ma non fa cenno della presenza italiana di Guesde.   

     [39] Paolo Favilli, Storia del marxismo italiano. Dalle origini alla grande guerra, Milano, Franco Angeli, 2007, p 105. La conversione al marxismo del nostro Guesde quindi è avvenuta in Italia tanto che al suo rientro in patria nel 1877 fonda «L’Egalité», il primo giornale marxista in Francia: James H. Billington, Con fuoco nella mente, le origini della fede rivoluzionaria, Bologna, Il Mulino, 1986, p. 454.

     [40] Jules Guesde, Çà et là; De la propriété: lettre au sénateur Lampertico; La Commune; Le collectivisme devant la 10e Chambre, Marcel Rivière & C., Paris, 1914.

     [41] Adéodat Constant Adolphe Compère-Morel, Jules Guesde: Le socialisme fait home, cit., p. 83.

     [42] Paolo Favilli, Storia del marxismo italiano. Dalle origini alla grande guerra, cit., p. 105. Sul senatore Lampertico, cattolico non intransigente, “rosminiano”, si veda la voce a cura di Giuseppe Monsagrati, in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 63, 2004 (on line).

     [43] Jules Guesde, Distininguished french socialist, in «Maoriland Worker», n. 292, 4 ottobre 1922,p. 14. 

     [44] Laura Ronchi De Michelis, Lettere di Filippo Turati a S.M Kravchinsky, in «Europa Orientalis», n. 2, 1983, p. 132, nota 7.

     [45] Biographie de Jules Guesde, in «L’Émancipation: Journal hebdomadaire, organe socialiste de la Region Valenciennes», 9 ottobre 1904, p. 1, secondo cui Guesde per questo motivo fu espulso da Maglie.

     [46] Giuseppe Genuzio, Jules Guesde et Emile Zola, ou le socialisme dans l’oeuvre d’Emile Zola / J. Genuzio, Bari, Levante,1964, pp. 13-14. Genuzio scrive due inesattezze, che Guesde sia arrivato a Maglie nel 1873 e che il figlio Mario sia nato a Milano.

     [47] Marcello Musto, Karl Marx Biografia intellettuale e politica 1857-1883, Torino, Einaudi, 2018, p. 183.  Paul Lafargue era genero di Marx avendo sposato nel 1868 la figlia Laura.

In Francia coesistono “due socialismi”: quello guesdista internazionalista modello socialdemocratico tedesco e quello libertario. Cfr. Michel Winock, Le socialisme en France et en Europe. XIX e XXe siècle, París, Éditions du Seuil, 1992, pp. 58-87.

     [48] Citato da Elisa Marcobelli, I rapporti tra PSI e SFIO nel periodo della neutralità italiana (1914-1915), in «Storicamente», UniMacerata, n.14, 2018, n. 56, p. 10.  https://storicamente.org/marcobelli-neutralita-italiana-psi-sfio

     [49] Mussolini Giornalista. 1912.1922. I migliori articoli degli anni di direzione dell’«Avanti» e de «Il Popolo d’Italia», a cura di Renzo De Felice, Milano, Rizzoli, 1999, p. 89.  Più articolata è la ricostruzione in Enrico Veronesi, Il giovane Mussolini 1900-1919, Milano, BookTime, 2008, pp. 73-84.

     [50] Peter Tompkins, Dalle carte segrete del Duce. Momenti e protagonisti dell’Italia fascista nei National Archives di Washington, Milano, Il Saggiatore, 2010, p. 25.

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