Giorgia Meloni e il mito della lunga durata

di Gugliemo Forges Davanzati


Meloni invecchiata da ChatGPT (La7 Attualità)

Il governo Meloni si avvia al compimento del quarto anno e non fa mistero di considerare la sua lunga durata un successo in quanto tale. Contro questa narrazione, è agevole dimostrare che – almeno per quanto riguarda la politica economica – la qualità dell’azione di un esecutivo non dipende dalla sua longevità. Fra le due variabili non c’è correlazione e, dunque, la lunga durata non può essere motivo di vanto. Ciò per due ragioni: la prima riguarda la rilevanza degli interventi realizzati e le innovazioni introdotte; la seconda attiene ai risultati ottenuti.

La lettura della storia repubblicana italiana mostra innanzitutto che sono stati governi di breve o brevissima durata a realizzare le riforme più significative, ovvero quelle che hanno avuto il maggiore impatto nel tempo e per la gran parte della popolazione. Si pensi, a titolo esemplificativo, agli interventi sull’edilizia pubblica del 1949 (Governo De Gasperi, della durata di 1 anno e 8 mesi); alla nazionalizzazione dell’energia elettrica (1962), realizzata dal Moro I, un esecutivo che durò appena sette mesi e mezzo; alla nascita dello Statuto dei Lavoratori (1970) sotto il terzo governo Rumor, in carica per soli 192 giorni; alla grande riforma fiscale del 1971 (Governo Colombo, durata 1 anno e 6 mesi) e all’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale nel 1978, firmata dal Governo Andreotti (1 anno e 9 giorni).

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