di Mario Spedicato

Villa Neviera di Cellino San Marco, un tempo residenza estiva di Antonio de Viti de Marco, è diventata in tempi recenti luogo iconico di incontri culturali di alto livello scientifico. Qui si sono unite due storie, quella del grande studioso di scienze delle finanze e dell’enologo visionario Angelo Maci. Tra i due vi è continuità, un forte legame che rende vivo e fertile un rapporto di due generazioni diverse, proiettate entrambe a dare centralità e dignità ad una terra a lungo sfruttata e dimenticata, ad aprire il Salento verso il futuro. Risulta storiograficamente accertato che Antonio de Viti de Marco è stato un anticipatore dei nostri tempi. Soprattutto a Cellino ha trasformato l’agricoltura del territorio, sperimentando e innovando nuove tecniche produttive nel settore soprattutto viticolo. Una presenza attiva che ha lasciato duratura memoria anche nella conduzione delle campagne, spendendosi per il riscatto di una moltitudine di contadini dalla miseria e dall’emarginazione sociale. Angelo Maci si è mosso in tempi recenti in linea con il percorso tracciato da Antonio de Viti de Marco. Con Cantine Due Palme ha creato una realtà con vini di alta qualità, molto competitiva in campo nazionale ed internazionale. Come Antonio de Viti de Marco anche Angelo Maci ha tutelato le condizioni di un gran numero di famiglie del territorio, associando circa 1500 contadini alle sorti dell’innovativa azienda da lui fondata. Non è un dato questo trascurabile. La ricerca di settore, avviata con questo incontro di studio, può tornare utile a dare sostanza e prospettiva ad un ambizioso progetto perseguito da due uomini illuminati, accomunati dagli stessi obiettivi di riscatto sociale e produttivo, capaci di coltivare sogni impossibili, ma anche obiettivi concreti da realizzare in tempi ragionevoli. Un primo e, per certi aspetti, ineludibile approdo editoriale, costituito da questo volume miscellaneo di studi, che possa servire non solo a fare la storia di una piccola comunità salentina, come quella di Cellino San Marco, ma anche dell’intero Salento in un periodo nevralgico delle sue vicende contemporanee.




































































