di Carlo Alberto Augieri

Accanto alla storia documentaria della nostra Università, come registrazione ‘evenemenziale’ dei fatti socio-politici e amministrativi, che l’hanno realizzata, si può prevedere una storia narrativa in cui ritagliare fatti propriamente umani, ‘agiti’ da uomini docenti e studiosi, Presenze intellettuali che vi insegnarono e vi motivarono fermenti di idee, contenuti di conoscenza e metodi di intelligibilità.
Raccogliere ed intrecciare i processi ideativi e metodici, maturati nella vita culturale dell’Università del Salento, potrebbe costituire un’avventura di storia narrativa, mentale ed intellettuale, molto proficua, una sorta di antropologia della lettura e della fruizione culturale entro i processi formativi maturati tramite la parola ‘insegnataria’, insegnante ed insegnata, a sua volta parola che attraversa i discorsi dei libri e dei dialoghi generazionali, vissuti nel Salento ‘ideologico’ degli ultimi 70 anni. In effetti, il sapere è un processo sempre vivente a livello mentale e gnoseologico, per il quale argomentazione ed esistenza non finiscono mai di annodare e di sciogliere i loro legami, di intrecciare e di ‘strecciare’ le loro forme logiche, in rispondenza a sempre nuove questioni da argomentare come domande a cui offrire sempre significative risposte, da aprire, a loro volta, come domande contigue e connotativamente supplementari.




































































