Francisco Ruiz De Castro, ambasciatore straordinario a Venezia, duca di Taurisano e conte di Castro (parte seconda)

di Roberto Orlando

(continuazione)


Francisco Ruiz de Castro (da D. A. Parrino, Teatro eroico e politico dei governi de’ Viceré del Regno di Napoli, tomo II, per Francesco Ricciardo, Napoli, 1730, p. 26).

     La nomina a viceré di Napoli di Juan Alfonso Pimentel de Herrera, conte di Benavente, avvenne già nell’aprile del 1602, ma sarebbe giunto a Napoli solo l’anno successivo. Nel corso del lungo intervallo di attesa, vennero avanzate diverse ipotesi in relazione alla nuova destinazione di Francisco de Castro. Sicuramente (soprattutto in considerazione del fidanzamento con Lucrezia Gattinara Lignana, duchessa di Taurisano e contessa di Castro), Francisco de Castro, affinché la sua carriera politica proseguisse in Italia, tentò di ottenere ogni appoggio, soprattutto alla Corte spagnola, ma non sempre però tale aspettativa incontrò il consenso della Maestà Cattolica. Infatti, il re, nel luglio del 1602, aveva pensato di affidare all’ex luogotenente di Napoli la carica di viceré di Valencia o di primo cavallerizzo del re, ipotesi che sarebbero state però presto abbandonate.

     Sicuramente il forte legame di parentela con il duca Lerma avrebbe permesso a Francisco de Castro di ottenere un’intercessione presso il re; inoltre, le abilità politiche della madre avrebbero contribuito allo svolgimento di un cursus honorum di grande spessore, malgrado i pareri sul suo operato non fossero sempre stati unanimi. Svanita dunque la possibilità di una sua nomina a viceré di Valencia, nell’aprile del 1603, l’ex luogotenente tornò in Spagna, scortato da sei galere della squadra di Napoli e con 30.000 scudi assegnatigli dal re a conclusione del mandato di luogotenente. 

     Tra le possibilità che gli avrebbero permesso un tempestivo rientro in Italia figuravano: il conseguimento del Generalato delle galere Napoletane (qualora al marchese di Santa Cruz, Álvaro de Bazán, 1571-1646)  fosse stato affidato il comando della flotta di Spagna o, in alternativa, la carica di ambasciatore ordinario a Roma. Comunque, nessuna delle due possibilità si concretizzò.

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