Le “Lettere salentine” di Luigi Scorrano

di Adele Errico

Per chi volesse una mappa che permette di addentrarsi nella letteratura del Sud, con itinerari, temi, parole, vicoli e sprazzi di luce, Lettere salentine. Poeti e narratori del Novecento (Edizioni ETS, 2024) di Luigi Scorrano consente di orientarsi tra volti e luoghi del Novecento letterario salentino. Scorrano (Tuglie, Lecce, 1938-2023) ha insegnato per anni nelle scuole superiori. Tra i suoi grandi amori, Dante: il suo commento alla Commedia, in collaborazione con Aldo Vallone, gli studi, le monografie su Dante fanno di lui uno dei maggiori dantisti del Novecento. Inoltre, i saggi dannunziani, le monografie su Alberto Bevilaqua, Ludovico Ariosto, Cesare Giulio Viola, l’analisi della scrittura femminile in Carte inquiete (Longo 2002), gli adattamenti teatrali Dell’Orlando Furioso e del Don Chisciotte e la scrittura narrativa di racconti. Si ricorda anche la collaborazione con le più importanti riviste letterarie italiane. Curati da Antonio Montefusco e Antonio Resta, i saggi contenuti in Lettere salentine sono il risultato di un lavoro appassionato e costante su autori che hanno raccontato il Salento.

Sostiene Scorrano che “il vocabolario di un poeta è ciò che distingue quel poeta da tutti gli altri”. Per Vittorio Bodini, ad esempio, è possibile parlare di “vocabolario della luna”. Per fare poesia non sono necessarie parole rare o inconsuete: “Quando seppe l’aumento del prezzo dei pomodori/ capì che il tempo dei palpiti era finito”. La quotidianità diventa occasione letteraria, in questo caso la “cruda realtà economica” incontra la rottura delle leopardiane illusioni giovanili. 

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