di Roberto Orlando

Sant’Oronzo non è stato il primo protettore di Lecce; la prima patrona fu infatti Santa Irene di Tessalonica (III secolo – 304). Solo a partire dal 1656 la città passò sotto la protezione religiosa, insieme con i Santi Giusto e Fortunato, di Sant’Oronzo, il primo vescovo di Lecce (circa 2000 anni fa), allorché il popolo gli attribuì la liberazione dalla terribile epidemia di peste che aveva colpito la città.
Il culto di questi martiri ha origini molto antiche sia a Lecce che nell’Italia Meridionale. Fino al 1658, la festa, che si teneva, e si tiene, il 26 agosto, giorno del martirio avvenuto nell’anno 68, era celebrata separatamente per ciascuno dei Santi, ma da quell’anno furono commemorati insieme.
Sant’Oronzo è intimamente legato al tessuto sociale e culturale di Lecce, una città in cui tanti hanno avuto in sorte il nome del Santo. Le celebrazioni per ricordarlo, come in tutte le feste padronali del Salento, uniscono da sempre sacro e profano, come anche nel secolo XVIII, periodo cui appartengo le feste che ci apprestiamo a descrivere, seguendo le cronache cittadine del tempo.





































































