di Roberto Orlando

Francisco Ruiz de Castro (da D. A. Parrino, Teatro eroico e politico dei governi de’ Viceré del Regno di Napoli, tomo II, per Francesco Ricciardo, Napoli, 1730, p. 26).
Il Conti di Lemos (Galizia, Spagna), fino agli inizi del sec. XVII, avevano seguito una politica matrimoniale indirizzata sempre verso gli ambienti della Corte e dell’alta aristocrazia spagnole; infatti, nel corso della loro storia secolare, riuscirono ad imparentarsi con i casati più potenti ed influenti di quel regno, quali i Pimentel, i Trastámara, Andrade, Braganza, Chinchón, Sandoval, Rojas, Borja, Gelves, Lancastre, Mascarenhas, La Cueva, Mendoza, Portocarrero, Colón, Zuñiga, Centurion ed altri.
Francisco Ruiz de Castro (1579-1637)[1], VIII Conte di Lemos, dopo la morte del fratello Pedro (1560-1622), viceré di Napoli, interruppe questa atavica tradizione, estendendo tale politica matrimoniale alla penisola italiana, nella quale già dalla metà del XVI secolo alcuni esponenti della casata galiziana avevano avuto importanti incarichi politici e di rappresentanza diplomatica: nel 1555, ad esempio, Fernando de Castro y Portugal (1505-1576), IV conte di Lemos e I marchese di Sarriá, fu nominato ambasciatore a Roma, ed alcuni loro parenti si erano trasferiti dalla Spagna nel regno di Napoli, come, nel 1550, Carlos Taviel de Andrade, signore di Feria, Ufficiale di Marina in servizio nella città partenopea.

Tanzio da Varallo (1575-1633), probabile ritratto di Lucrezia Gattinara Lignana (Milano, Pinacoteca di Brera). Tanzio da Varallo era uno dei pittori protetti da Francisco de Castro.
Le nozze con Lucrezia Gattinara Lignana, che Francisco aveva conosciuto proprio durante i primi anni del suo soggiorno napoletano (1599-1603), furono celebrate secondo il rito cattolico nella capitale del viceregno, nel maggio del 1604 (ma alcune fonti letterarie spagnole e inglesi indicano il 1605 o il 1610), secondo le disposizioni del sovrano spagnolo, il quale aveva ordinato che il matrimonio venisse celebrato dopo la fine del mandato di Luogotenente generale del Regno di Napoli, pena la destituzione immediata da quell’incarico [2]. La celebrazione delle nozze avvenne, nonostante il diniego della madre di lui, la contessa di Lemos e viceregina di Napoli, Catalina de Zuñiga Gomez de Sandoval Rojas y Borja (1555-1628), che per la delusione abbandonò Napoli e se ne tornò a Valladolid per assumere il compito di “Camerera Mayor” della regina Margherita d’Austria – Stiria (1584-1611) [3].





































































