di Antonio Errico

In principio è uno sguardo: leggero e profondo, ad un tempo, lucido e incantato, razionale e appassionato. Lo sguardo passa sulle cose, attraversa le storie, poi si sofferma sulla condizione di un particolare, ne decodifica il significante, ne interpreta il significato; anzi, i significati. E’ da quell’interpretazione dei significati, delle loro convergenze e delle loro divergenze, delle consonanze e delle dissonanze, delle analogie e delle differenze che comincia il lavoro di regia, la costruzione del testo cinematografico, l’analisi semantica. E’ questa poetica delle sguardo l’espressione che identifica e connota la ricerca cinematografica di Simona De Simone, originaria di Nardò, conosciuta con il nome d’arte di Nuanda Sheridan. Un’intensa formazione cinematografica e teatrale in Italia e all’estero. Per la De Simone, lo sguardo è il metodo di comprensione di quello che accade, di quello che è accaduto, e le cose che sono accadute si chiamano storia, e la storia significa identità, memoria, narrazione che annoda passato e presente lampeggiando riflessi verso il tempo futuro. Perché è la dimensione del tempo, il suo farsi e disfarsi, la sua concretezza e la sua sfuggenza che costituisce il nodo da sciogliere per comprendere il senso sostanziale, essenziale della storia. Con il tempo si confronta Nuanda Sheridan. Con quello che scorre intorno, certamente, ma anche, forse soprattutto, con quello che scorre dentro. Si confronta lasciandosi sempre sorprendere dallo stupore per l’inatteso, dal senso insospettato che emerge, improvviso, dalle profondità dell’esistenza. Lo stupore è il nucleo, il lievito della sua poetica che si fa testo attraverso la scena. Lo stupore porta Simona De Simone alla scoperta di quell’ Altro che a volte sussurra e a volte urla una domanda di comprensione: della sua identità, della sua origine, della sua radice. Per Nuanda Sheridan, fare regia cinematografica significa realizzare un’indagine nei contesti esistenziali, sentimentali, antropologici della memoria, attraversare i suoi territori, le sue stratificazioni, confrontare esperienze, conoscenze.





































































