di Rocco Orlando

Da Storia Illustrata (n. 201 Agosto 1974): “Carlo Francesco Giuseppe Ottone d’Asburgo (1887-1922) venne alla ribalta alla morte del cugino Francesco Ferdinando, ucciso a Sarajevo, e del padre, l’arciduca Ottone (1865-1906), quando cioè divenne erede alla corona imperiale.
Nella Grande Guerra ebbe il comando del XX Corpo d’Armata contro l’Italia (1916). Alla morte di Francesco Giuseppe (21 novembre 1916) gli successe come Carlo I d’Austria e come Carlo IV in Ungheria. Aveva 29 anni. La sua incertezza se continuare la guerra o cercare una pace onorevole, unitamente al desiderio di sottrarsi alla influenza germanica, lo spinsero ad avviare, nel 1917, trattative segrete con Inglesi e Francesi. Il primo tentativo lo fece tramite suo cognato, principe Sisto di Borbone; il secondo con la missione in Svizzera del conte austriaco Revertera; il terzo quando cercò personalmente contatti ufficiosi. Nel 1918 scoppiò lo scandalo: vennero pubblicate le lettere delle iniziative segrete. Entrambe le parti diffidarono della sua politica. Negli ultimi mesi del suo regno si dedicò interamente alla difesa della propria posizione all’interno. Ma riuscì solo a vedere il trionfo della rivoluzione a Vienna e la proclamazione della Repubblica (1° novembre 1918). Fuggì in Ungheria, ma fu costretto ad abdicare (a Godollo). Si trasferì con la famiglia (aveva sposato nel 1911 Zita, principessa di Borbone- Parma da cui ebbe otto figli), nel castello di Eckartsau in Bassa Austria e poi in Svizzera nei castelli di Wartegg e Prangines. Cercò due volte di riprendere il potere, la prima nel marzo 1921, quando arrivò improvvisamente a Szombathely in Ungheria ma si scontrò con l’ostilità del reggente Horthy (su questo tentativo Carlo lascerà degli scritti, pubblicati a Berlino nel 1925). La seconda sei mesi più tardi: raggiunse Demesfalva nell’Ungheria occidentale in aeroplano e ottenne l’appoggio dei feudatari locali. Raccolse delle truppe e marciò su Budapest. Venne sbaragliato, fatto prigioniero insieme alla moglie e rinchiuso nel monastero di Tihany (novembre 1921). La famiglia imperiale venne trasferita a Funchal, Madera, dove Carlo morì il 1° aprile 1922”.
Il matrimonio di Carlo I e di Zita (1892-1989) si celebrò il 21 ottobre 1911 nel castello di Scwarzau. Il prozio di Carlo, l’imperatore Francesco Giuseppe, entusiasta nel vedere un erede contrarre un matrimonio adeguato, fece il primo brindisi al pranzo di nozze. Carlo disse alla sposa una frase rimasta celebre: “Ora dobbiamo aiutarci a vicenda per andare in Paradiso”. La coppia visse il proprio ruolo di sovrani come una vera e propria missione divina orientata alla pace, alla giustizia sociale e al bene dei sudditi.





































































