Lettera 44 42. È la passione che fa la differenza nelle storie della vita

Forse può essere il mondo che ciascuno ha dentro di sé, che probabilmente è un mondo che non consente possibilità di esplorazione, perché cambia ancora più rapidamente del mondo intorno, perché è governato da emozioni sensazioni suggestioni percezioni commozioni, da passioni a volte pacate, altre volte inquiete.

La bellezza salverà il mondo, si dice spesso. Ma quanto più passa il tempo, quanto più si complicano i fatti e i fenomeni del mondo, a questa possibilità di salvezza si crede sempre di meno. Allora si può anche pensare che se qualcosa potrà salvare quello che c’è da salvare, non accadrà per la bellezza ma per la passione. Oppure, se si volesse mediare e annodare le due dimensioni, con la bellezza della passione. Con la bellezza del tenerci alle cose, del prendersene cura, del dirsi mi riguarda.  Non passioni eroiche, allora, ma normali passioni. Quelle che consentono di distinguere tra il superfluo e l’essenziale, tra quello che è giusto è quello che è sbagliato, tra il profondo e il superficiale, tra la sostanza e l’apparenza, tra quello che dura e quello che scompare un istante dopo la sua apparizione, tra il gesto che fa bene e quello che fa male.

E’ la passione, dunque, che fa la differenza tra le storie che attraversano la vita.

E’ quella parola con tutta la stratificazione di significati, con tutte le sue implicazioni, che comprende anche una disponibilità alla sofferenza racchiusa nella sua etimologia, il pathos che include anche una nostalgia quando accade che una passione si spenga.

[“Nuovo Quotidiano di Puglia”, domenica 20 settembre 2026]

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