di Guglielmo Forges Davanzati

Il programma di Futuro Nazionale non quantifica né i costi né i presunti benefici economici della remigrazione. Si fonda tuttavia sull’idea che l’uscita degli immigrati consenta consistenti risparmi per le finanze pubbliche: meno spese per la detenzione carceraria, per l’accoglienza, per i trasferimenti destinati agli immigrati e per l’edilizia popolare, oltre a minori costi per la repressione della criminalità e per il «degrado delle periferie».
Il ragionamento presenta però due problemi di fondo. Il primo è l’ipotesi che i lavoratori italiani possano sostituire integralmente quelli immigrati, un’assunzione che non trova conferma nel funzionamento effettivo del mercato del lavoro italiano. Il secondo è l’idea che la spesa pubblica destinata agli immigrati diminuisca proporzionalmente alla loro numerosità. Molte delle voci indicate da Futuro Nazionale sono invece fisse o quasi fisse e, almeno nel breve e medio periodo, dipendono solo in misura limitata dal numero degli immigrati.





































































