di Pasquale Guaragnella

Piero Pellegrino, già professore di Diritto canonico nella Università del Salento, è poeta di lungo corso. La metafora nautica ben si addice a chi ha cominciato a comporre versi addirittura a partire dalla prima metà degli anni Sessanta e ha mostrato di navigare con la bussola di una antica sapienza poetica sulla superficie del vasto mare dell’esistere, esprimendo un intimo disagio e pronunciando altresì intense emozioni, comprensive degli affetti di una coralità parentale e amicale. L’intera sua produzione lirica, Tutte le poesie, era pubblicata per i tipi dell’editore Besa di Lecce nel 2014, ma intanto una sua recente raccolta poetica, Vienimi incontro (Giardini, Pisa, 2025), si ripropone precisamente all’insegna delle figure e dei temi sopra indicati. Peraltro, l’ultima prova dell’autore appare del tutto in sintonia con il progetto della Collana nel cui ambito essa è ospitata: non per nulla si legge in un risvolto di copertina di Vienimi incontro, a cura dei Direttori, Giorgio Baroni e Anna Bellio, che “in tempi di fretta e di scarsa attenzione alla parola che non sia gridata o accompagnata da immagini, magari in movimento, nasce (…) una scommessa sul futuro della poesia, una speranza di rinascita fiorente e generosa, una porta aperta e disponibile a ogni avventura, con l’aspirazione della sintesi e della pregnanza tipica del verso, con la libertà e l’amore di chi crea per donare”.





































































