di Gianluca Virgilio

di Gianluca Virgilio
“Trovar la maniera di uccidere più uomini nel minor tempo possibile“. Questo è il celebre inizio dell’ Introduzione a La scienza della legislazione, 1780, del filosofo riformatore napoletano Gaetano Filangieri: “Quali sono i soli oggetti, che hanno fino a questi ultimi tempi occupati i sovrani d’Europa? Un arsenale formidabile, un’artiglieria numerosa, una truppa ben agguerrita. Tutti i calcoli, che si sono esaminati alla presenza dei principi, non sono stati diretti che alla soluzione d’un solo problema: trovar la maniera di uccidere più uomini nel minor tempo possibile.” Il corsivo è dell’autore. Filangieri conclude il suo pensiero scrivendo: “La perfezione dell’arte la più funesta all’umanità ci fa vedere senza dubbio un vizio nel sistema universale de’ governi.” (in Illuministi italiani Tomo V Riformatori napoletani, a cura di Franco Venturi, Riccardo Ricciardi Editore, Milano – Napoli, 1962, pp. 661-662).
Da allora, sono passati circa 250 anni, ma sembra che non sia cambiato nulla. Tutt’altro! I sistemi di distruzione sono aumentati a dismisura e l’industria militare è impegnata a perfezionare “l’arte la più funesta all’umanità”, l’arte della guerra. “Il vizio de’ governi” è rimasto tale e quale e non c’è alcun sentore che possa essere emendato. Di qui puoi misurare come il pensiero filosofico che ambisca a riformare i costumi dell’uomo sia un orizzonte lontano e sempre irraggiungibile e dunque il suo intento di tramuarsi in azione sia destinato al fallimento. Ma certamente non varrebbe la pena di vivere in un mondo privato di quell’orizzonte!





































































