Archivi categoria: Cartoline postali di Antonio Devicienti

Cartolina postale 11. Al Maestro Sergej Paradžanov, Yerevan (Armenia)

di Antonio Devicienti Non si svegli, la prego. Continui a sognare la sua Armenia di libri e di cantori d’amore, di anitre migranti e di contrabbandieri trilingui. Sognando scriva ancora, la prego, film come affreschi stesi sopra pareti di monastero … Continua a leggere

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Cartolina postale 10. – Al Professor Ivan Illich, Brema

di Antonio Devicienti Gentile Professor Illich, da anni, con rinnovato stupore e intatta ammirazione, torno a intrattenermi nella vigna del testo come Lei, con innegabile poesia, ha voluto chiamare quell’andirivieni di vignaiuoli-amanuensi e di vignaiuoli-lettori (o, anche, api-lettori e api-amanuensi) … Continua a leggere

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Cartolina postale 9. – Ad Andrea Emo Capodilista, Villa Emo

di Antonio Devicienti Gentilissimo, la immagino chino su di un quaderno a scrivere – la biblioteca circondandola di libri la accoglie nutrendola di quel silenzio colmo di brusii che sollecita il pensiero. Scrivere senza l’intento di pubblicare è un paradosso … Continua a leggere

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Cartoline postali 8. – Al Maestro Eduardo Chillida, San Sebastián.

di Antonio Devicienti Esimio Maestro, mi rendo conto che continuo a inviare messaggi ai morti unendovi, in sovrappiù, un indirizzo generico, ma che è legato comunque alla loro (vostra) esistenza terrestre. – Il fatto è che voi morti siete spesso … Continua a leggere

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Cartoline postali 7. – Al Maestro Johann Sebastian Bach, Lipsia

di Antonio Devicienti Illustre Maestro, oso immaginarVi mentre guardate la pagina-spartito sacra del suo vuoto. La mano che solleva la penna per tracciarvi la chiave e il primo accordo si sente prossima al profanare: sgomenta si ritrae. Oso immaginarVi pensare: … Continua a leggere

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Cartoline postali 6. – Al Professor Antonio Tabucchi, Lisbona

di Antonio Devicienti Gentile Professor Tabucchi, le Azzorre sono orizzonte e porto di transito – chi legge è navigante che ha pagine e pagine innanzi a sé, orizzonti sempre cangianti; chi legge è navigante che capitolo dopo capitolo oppure racconto … Continua a leggere

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Cartoline postali 5. – Al Maestro Claudio Abbado, Bologna

di Antonio Devicienti Esimio Maestro, chi ha assistito ai Suoi concerti non riesce a dimenticare le Sue mani mentre dirigono la Nona di Mahler – e la sinistra immobile eppur fremente appoggiata sul petto che rende visibile il silenzio finale, … Continua a leggere

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Cartoline postali 4. – Al Dottor Daniele Del Giudice, Venezia

di Antonio Devicienti Gentile Dottor Del Giudice, il volo della mente è il più emozionante e la scrittura lo rende fattivo, vertiginoso, meravigliante. Assentarsi per giorni e per mesi dal mondo e stare nella scrittura, il mondo filtrare attraverso la … Continua a leggere

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Cartoline postali 3. – Alla Dottoressa Ingeborg Bachmann, Roma

di Antonio Devicienti Gentile Dottoressa Bachmann, che «la guerra non viene più dichiarata, / ma continuata» è verità (poetica, politica e storica) che non smette di perpetuarsi, triste e violenta. Quando lei chiede a suo padre «perché in quel tempo … Continua a leggere

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Cartoline postali 2. Al Signor Ercole Ugo D’Andrea, Galatone

di Antonio Devicienti Gentile Signor D’Andrea, mi scuso se disturbo quella che so essere la Sua estrema riservatezza (che, ça va sans dire, rispetto e ammiro), ma desidero farLe sapere che La leggo con intatta partecipazione da quando, ancora studente … Continua a leggere

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Cartoline postali 1. Al Signor Fernando Pessoa, Lisbona

di Antonio Devicienti Gentile Signor Pessoa, certamente può sembrare irriverente che un perfetto sconosciuto Le scriva, ma sia indulgente, La prego: l’amore e l’ammirazione di lettore forse mi giustificano. Se anch’io possedessi degli eteronimi, ebbene, potrebbero essere voce (una voce … Continua a leggere

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