Archivi categoria: I resti di Babele di Antonio Errico

I resti di Babele 82. Le donne di D’Annunzio negli acquerelli di Paola Scialpi

di Antonio Errico Volti della Storia, nella Storia. Storie dietro i volti, dentro i volti. Esistenze frammentate, che si ricompongono in un ritratto, in un tratto leggero, profondo, un riflesso, una ruga. Destini che si incrociano, o che si allontanano. … Continua a leggere→

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I resti di Babele 81. Quel cavaliere senza terra chiamato Edoardo De Candia

di Antonio Errico Edoardo De Candia lesse il titolo, solo il titolo, e la risata gli percosse il petto. -Mi hanno fatto cavaliere – diceva. -Mi hanno fatto cavaliere. L’articolo di Antonio Verri su di lui era uscito nel settembre … Continua a leggere→

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I resti di Babele 80. Border to border, come un viaggio nella conoscenza

 di Antonio Errico “Principesse e cowboy finiscono insieme soltanto nelle favole. La realtà è diversa. Ognuno resta al suo posto. Tutto finisce e i grandi amori non fanno eccezione”. Finisce così Border to border il romanzo di Flavia Pankiewicz, che … Continua a leggere→

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I resti di Babele 79. Lo sguardo per una poetica della regia

di Antonio Errico In principio è uno sguardo: leggero e profondo, ad un tempo, lucido e incantato, razionale e appassionato. Lo sguardo passa sulle cose, attraversa le storie, poi si sofferma sulla condizione di un particolare, ne decodifica il significante, … Continua a leggere→

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I resti di Babele 78. Antonio Verri, pensionante e la soffitta in cui nacque una generazione

di Antonio Errico Erano anni di appassionamenti a volte furiosi e improvvisi, a volte meditati e pacati, di teorie nuove e di idee che arrivavano come folate. Chi faceva letteratura, teatro, qualsiasi arte da queste parti, scagliava lo sguardo lontano … Continua a leggere→

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I resti di Babele 77. Poeti meridionali o meridionali poeti? La risposta dipende dal cuore

di Antonio Errico C’è una domanda che di tanto in tanto assale coloro che nelle terre del Sud si occupano di quella faccenda denominata letteratura. Si tratta di una domanda che può risultare oziosa oppure fondamentale, a seconda del motivo, … Continua a leggere→

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I resti di Babele 76. Le tarantolate e il mistero fascinoso della letteratura

di Antonio Errico Quando Ernesto de Martino venne qui in Salento, era l’estate del Cinquantanove. Cercava l’origine di una storia di dolore nella terra del rimorso: nella terra del cattivo passato: del passato che non fu scelto, che torna e rigurgita … Continua a leggere→

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I resti di Babele 75. Nel mito del Capo di Leuca dove finiscono le geografie

di Antonio Errico Ci sono luoghi, qui, in Salento che appartengono ai territori dell’indefinito, dell’immaginario popolare che ne riformula continuamente i confini, la conformazione, i significati. Sono come proiezioni della letteratura, come paesaggi di una fiaba, esiti di una leggenda. … Continua a leggere→

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I resti di Babele 74. Vittorino Curci e i miti che non ci hanno abbandonato

di Antonio Errico Come un corpo a corpo con la contemporaneità: con le sue storie, le sue ambiguità, i significati bruciati, quelli svuotati, con i sentimenti snaturati, le ragioni incerte, la caduta delle certezze, i simboli spenti, gli interrogativi balordi, … Continua a leggere→

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I resti di Babele 73. Cosa dicono gli Angeli di Giuseppe Zilli

di Antonio Errico      Disse una volta Theodor W. Adorno che dopo Auschwitz non sarebbe stato più possibile fare poesia. Probabilmente non aveva ragione.  Anzi, sicuramente non aveva ragione. Perché dopo Auschwitz la poesia si è caricata  di un valore ulteriore. … Continua a leggere→

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I resti di Babele 72. Fernando Bevilacqua e lo sguardo dei Padri

di Antonio Errico Uno sguardo. Dietro ( dentro) lo sguardo paesaggi, orizzonti, progetti, scenari, concretezze, astrazioni. Sogni. Dietro ( dentro) lo sguardo fantasie di treni che vanno verso un altrove, poi desideri di treni che ritornano. Qui. In Salento. Perché … Continua a leggere→

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I resti di Babele 71. Antonio Prete, il demone dell’analogia: letteratura e memoria come esperienza

di Antonio Errico Ogni libro di Antonio Prete è un’avventura di esplorazione nell’universo dei testi: delle storie che essi custodiscono, di memorie, sentimenti, emozioni, concetti, linguaggi, suggestioni. Ogni suo libro è analisi profonda, ermeneutica serrata, interpretazione come un corpo a … Continua a leggere→

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I resti di Babele 70. Il Salento inventato dai poeti

di Antonio Errico Per tutto il Novecento, in particolare negli anni della seconda metà, la letteratura, soprattutto la poesia, ha trasformato il Salento in una espressione poetica, ne ha elaborato un’idea, una connotazione, una visione, una identità profonda, una fisionomia … Continua a leggere→

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I resti di Babele 69. I racconti di Rocco Boccadamo tra realtà e immaginario del Salento

di Antonio Errico Forse si racconta per ritrovare volti, risentire voci, ricomporre frammenti di esistenze. Per mettere in salvo ricordi superstiti. Per non lasciarsi travolgere dalle onde dell’oblio. Forse si racconta per non dimenticarsi di se stessi, degli altri, di … Continua a leggere→

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I resti di Babele 68. Le lingue dell’anima nei versi migranti di Silvano Trevisani

di Antonio Errico Portare la lingua di una poesia verso un’altra lingua di poesia, accompagnarla nella migrazione, accoglierla, integrarla, farla propria, assimilarla nel tessuto dei versi, cercare le consonanze, l’equilibrio dei ritmi, dei timbri, delle voci, dei silenzi. Elaborare un’identità … Continua a leggere→

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I resti di Babele 67. La scrittura come coscienza: il mondo secondo Giovanni Bernardini

 di Antonio Errico Ho incontrato la scrittura di Giovanni Bernardini l’estate che scoprii  “Provincia difficile” e avevo quindici anni. Poi, da quando mi è capitato di  leggere il saggio di Walter Benjamin sull’opera di Nicola Leskov, tutte le volte che ho … Continua a leggere→

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I resti di Babele 66. Dare voce all’Altro. La scrittura lieve e profonda di Cosimo Marulli nel romanzo “Lascia morire il giorno”

  di Antonio Errico Ci sono storie che si presentano all’improvviso e chiedono di essere raccontate e pretendono i loro vestiti di parole, per farsi vedere fuori, per mostrarsi agli altri. Poi ci sono storie che invece restano a lungo … Continua a leggere→

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I resti di Babele 65. Lecce, viaggio nell’anima della pietra tra disegni memoria e storie

di Antonio Errico Nei libri che ho letto non mi è mai accaduto di incontrare la seguente affermazione: “Per chi si aspetta un libro di storia o di storia dell’arte o anche una semplice guida, manca tutto o, a voler … Continua a leggere→

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I resti di Babele 64. Pulcinoelefante e i sogni di Casiraghy nella biografia poetica di Di Poce

di Antonio Errico Forse, probabilmente, quella condizione chiamata creatività, per la quale si sono date innumerevoli definizioni mai definitive, forse, probabilmente, non è altro che un incontro tra un pulcino e un elefante. Un dialogo tra dimensioni. Una combinazione di … Continua a leggere→

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I resti di Babele 63. Quaranta giorni e quaranta notti di battaglia nell’Arneo: quando la terra cambiò il Salento

di Antonio Errico Quando gli anni passano e la memoria degli uomini un poco si ritrae, e poi sfuma, e poi a volte scompare, allora restano i libri che si fanno testimonianza di quello che è accaduto, del modo in … Continua a leggere→

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