Archivi categoria: I resti di Babele di Antonio Errico

I resti di Babele 63. Fernando Martinelli, la memoria che riemerge come scavo tra oblio e resurrezione

 di Antonio Errico Gli uomini dimenticano. Hanno bisogno di dimenticare, perché i ricordi che rimangono abbiano la possibilità di radicarsi, di diventare essenziali, di farsi struttura sulla quale realizzare la condizione del presente, immaginare occasioni di futuro. Allora gli uomini dimenticano. … Continua a leggere

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I resti di Babele 61. Nell’ Archivio Manni quarant’anni di storia della letteratura

di Antonio Errico Quarant’anni fa, e anche qualcuno in più, a nessuno, probabilmente, accadde di pensare, neppure come ingenuo vagheggiare, che l’attività della casa editrice pensata, realizzata, gestita da Piero Manni e Anna Grazia D’Oria avrebbe sviluppato anche un archivio. … Continua a leggere

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I resti di Babele 60. Passioni per scoprire tutta la bellezza del mondo

di Antonio Errico Il 16 giugno del Millenovecentoquaranta, alla fine di un pensiero annotato sui fogli che poi diventarono quel libro terribile e stupendo che è Il mestiere di vivere, Cesare Pavese scriveva: “Finchè si avranno passioni non si cesserà … Continua a leggere

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I resti di Babele 58. Un ricordo appassionato di Rosario Jurlaro in un saggio di Gerardo Trisolino

di Antonio Errico Forse era la primavera dell’Ottantatré, o forse quella dell’anno prima o forse quella dell’anno dopo, quando per una ricerca su certe cose salentine, Gianfranco Scrimieri mi disse: qui a Lecce non troverai niente; vai a Brindisi, alla … Continua a leggere

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I resti di Babele 57. Mimmo Tardio: il paese come destino ed esperienza universale

di Antonio Errico Basta la vita di una sola creatura che abita un paese per rappresentare la vita di tutte le creature di quel paese: di tutte le creature che abitano il mondo. Perché un paese è una sineddoche, un … Continua a leggere

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I resti di Babele 56. Voci narranti, la vibrazione che attraversa la memoria

di Antonio Errico Una voce proviene dalle profondità dell’essere: si fa testimonianza della presenza, restituisce vita alle creature scomparse, rende visibile l’invisibile, oltrepassa materialità e significato. E’ puro suono, spirito, anima, pulsazione, modulazione cosmica. Prodigium: che scende e corre nei … Continua a leggere

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I resti di Babele 55. “Sallentina” tra arte e libri. Virgilio racconta la periferia

di Antonio Errico Uno sguardo dalla periferia, sulla periferia. Ma uno sguardo acuto, profondo, dal carattere multidimensionale, pluriprospettico. Uno sguardo dalla frontiera geografica sui movimenti che accadono sulla frontiera culturale, e danno senso al passato, motivazione – o giustificazione- al … Continua a leggere

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I resti di Babele 54. Quando il genio non basta più: quell’arte esclusa dal mercato

di Antonio Errico Si dice che Michelangelo abbia lavorato fino a pochi giorni prima di morire, quando aveva un anno meno di novanta, con le mani tumefatte dall’ osteoartrosi. Ma il dolore alle dita non aveva importanza. Era l’arte che … Continua a leggere

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I resti di babele 53. Paola Scialpi. Tutta l’esistenza nei simboli sulla tela

di Antonio Errico In principio è un segno, un punto, una traccia. A volte il segno rimane così, sospeso, immobile, fisso. A volte evolve, matura, si fa forma compiuta, e stringe il senso di tutta un’esistenza, di tutta l’arte che … Continua a leggere

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I resti di Babele 52. Le Poesie della vicinanza: Marino fra l’Io e l’Altro

di Antonio Errico Poesie della vicinanza: le chiama così; e si capisce subito, dai primi versi, dalle prima parole, dalle prime figure della memoria, le prime scene di un giorno qualunque, di quale vicinanza dica Mauro Marino, di quale prossimità, … Continua a leggere

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I resti di Babele 51. Pasolini, la poesia sincera e autenticamente civile

di Antonio Errico Il primo di novembre del Settantacinque veniva di sabato. Pasolini pranzò in casa con la madre. La sera andò a cena al Tiburtino. All’alba il suo corpo straziato fu ritrovato in uno sterrato dalle parti dell’Idroscalo di … Continua a leggere

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I resti di Babele 50. L’omu di multiformi ngignu. Camilleri tra jazz e memoria

di Antonio Errico Probabilmente, Gabriele D’Amelj Melodia ha letto ogni libro di e su Andrea Camilleri. Se non proprio tutti, comunque molti, moltissimi, e tutto quello che ha letto lo ha elaborato criticamente nelle 142 pagine del suo Uno studio … Continua a leggere

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I resti di Babele 49. Quei musei di Puglia che raccontano il presente

di Antonio Errico Diceva Tommaso Fiore nelle prime pagine di Un popolo di formiche che “Anzitutto la Puglia è un’espressione archeologica”, che è conosciuta non tanto per i suoi sforzi di redenzione economica ma per il suo passato “bello o … Continua a leggere

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I resti di babele 48. Gianluca Virgilio, l’arte sapiente di ricomporre i frammenti della nostra storia

di Antonio Errico C’è un edificio smisurato con innumerevoli finestre. Da ogni finestra si vede una parte del paese, una parte del mondo. C’è un uomo che guarda dalle finestre e scrive sul taccuino quella parte di paese, di mondo … Continua a leggere

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I resti di babele 47. La bellezza non spendibile che forma il nostro pensiero

di Antonio Errico A parte l’incantamento che produce, la Cappella Sistina non serve  a niente; non servono a niente Mozart, Dante, e meno ancora serve Virgilio, e ancora meno serve Omero. Non si possono consumare, e noi vogliamo un sapere … Continua a leggere

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I resti di Babele 46. Merini e Pierri, la ballata di un amore che consuma

di Antonio Errico Lui si chiamava Michele Pierri, nato a Napoli al tramonto dell’Ottocento: medico, poeta, in Taranto. Lei si chiamava Alda Merini. Di lei si può dire poco, ormai. Quasi niente.  Di lei si sa molto, ormai, dice Silvano … Continua a leggere

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I resti di Babele 45. Franco Melissano, la semplicità che racchiude un mistero

di Antonio Errico Può essere virtù connaturata oppure conquistata giorno dopo giorno, minuto per minuto, parola per parola. La semplicità della scrittura pretende artigianato, lavoro di lima, movimenti a levare, leggerezza e profondità allo stesso tempo, ricerca di nitore, consistenza … Continua a leggere

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I resti di Babele 44. Il mondo è una nave in pericolo. Salvare i bambini e il futuro

di Antonio Errico Dice l’Unicef che nel 2024 l’impatto dei conflitti armati sui bambini di tutto il mondo ha raggiunto livelli record devastanti. Quando saranno resi noti i dati relativi al 2025, con molta probabilità, con molta certezza, il record … Continua a leggere

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I resti di Babele 42. Salvatore Toma, ragioni e passioni di una poesia

Un libro per l’estate di Antonio Errico Ci sono esistenze che sembrano avere una sola ragione, una sola passione. Con quella ragione, con quella passione si sviluppano, maturano, invecchiano. (Se invecchiano). L’esistenza di Salvatore Toma aveva una sola ragione e … Continua a leggere

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I resti di Babele 41. Pensieri e parole per raccontare la complessità delle storie

Un libro per l’estate di Antonio Errico Era un pomeriggio d’estate. C’era una rotonda sul mare. C’era un juke box e un ragazzo di sedici anni.  Con cento lire, lo spazio della rotonda si riempì di tre canzoni. La prima … Continua a leggere

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