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Archivi categoria: Inchiostri di Antonio Devicienti
Inchiostri 189. Per Vincenzo Valente
di Antonio Devicienti Immagino i suoi anni al Cairo, curiosissimo di ogni volto, di ogni voce, di ogni colore. Giunto da una lontana provincia mediterranea, amò la gente del Cairo, ne imparò il dialetto, ne dipinse gli sguardi. Occhi, bocche, … Continua a leggere
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Inchiostri 188. Per Giuseppe Casciaro
di Antonio Devicienti Mi piace pensare che si tratti di un raddoppio di vita: guardare Castro Marina e serbare per sé l’esperienza della luce sulla scogliera e sul mare, o, invece, restituirla con i pastelli affinché il proprio sguardo diventi, … Continua a leggere
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Inchiostri 187. Frammenti in lode dell’arte della stampa
di Antonio Devicienti Una stanza dentro cui c’è un torchio per la stampa a mano e, dentro scaffali e cassetti, sgorbie, bulini, matrici già incise o ancora da incidere, carte di differenti grammature, tagli e filigrane, boccette d’inchiostro, repertori di … Continua a leggere
Inchiostri 186. La Biennale del 1962
di Antonio Devicienti C’è questa fotografia di Monica Vitti e di Michelangelo Antonioni che visitano la sala dedicata ad Alberto Giacometti. C’è Monica Vitti che sembra sfiorare la statuina filiforme e Antonioni che guarda assorto. A ben pensarci molti saggi … Continua a leggere
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Inchiostri 185. La notte
di Antonio Devicienti C’è questo fermo-immagine dal film La notte di Michelangelo Antonioni. C’è questa calibratura perfetta e geometrica di bianchi e neri, questa ripresa che raccoglie la visione tra uno spazio aperto e uno chiuso, tra il diaframma della … Continua a leggere
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Inchiostri 184. Meditando sulle Georgiche (libro II)
di Antonio Devicienti È spiovuto. L’acqua piovana è specchio adagiato sullo sterrato e mobile al variare del vento: vi stanno dentro gli alberi, la testa in giù, tramano il cielo capovolto di apparizioni e sento: arbores cecini, arbores perché le … Continua a leggere
Inchiostri 183. Albrecht Dürer si prepara a partire
di Antonio Devicienti La felicità lo raggiungeva quando (il calamo tra le dita e il foglio sul tavolo) disegnava. Non copiava ciò che vedeva: lo disegnava. La lepre, certo, e il rinoceronte e le mani della madre. Mentre guardo il … Continua a leggere
Inchiostri 182. Gli atleti di Ercolano fotografati da Mimmo Jodice
di Antonio Devicienti Gli atleti di Ercolano lo chiamano, pupille riemerse dall’abisso di due millenni. Fremono sulla linea di partenza (il vulcano gli è stato padre perverso e ingeneroso: Urano che divora i figli). Ma adesso nella camera oscura essi … Continua a leggere
Inchiostri 181. Storia brevissima di Scianna e di Sciascia
di Antonio Devicienti Amicizia. Era una questione di amicizia. E di complicità. Poteva accadere nella Chiesa Matrice di Racalmuto davanti alla statua del Cristo morto nella teca di vetro (e le due bambine del popolo lì vicino) o a Parigi, … Continua a leggere
Inchiostri 180. Torquato Tasso sorpreso dal fortunale per le strade di Ferrara
di Antonio Devicienti L’olifante del temporale infuria sopra la città ed era secoli prima di questo nostro oggi indecifrabile e buio. Ma anche allora l’oggi sarà sembrato indecifrabile e buio splendidamente ammantato di violenza. Nel progredire e nel proseguire quello … Continua a leggere
Inchiostri 179. Santa Cesarea
di Antonio Devicienti Le onde invernali dall’Adriatico irrompono fra l’immobile franare delle fortificazioni messapiche – biancheggiano i blocchi di cemento delle colonie estive abbandonate. La storia e il tempo non combaciano a Santa Cesarea perché il tempo è uno sguardo … Continua a leggere
Inchiostri 178. Galatina
di Antonio Devicienti Se mai andrà a Galatina sarà perché Saturno intemporale viandante orbita in quei cieli sparsi di vulcani: una terra tra due mari sogna sé stessa e una cappella sconsacrata è necessaria per partire verso l’altrove del desiderio. … Continua a leggere
Inchiostri 177. Otranto
di Antonio Devicienti Le persiane accostate a tener fuori il sole meridiano – l’orologio sul tavolo e l’oscillazione del pendolo (ma non è tempo che trascorre, è suono di sospensione) – quando sarà venuta la notte i fanali del porto … Continua a leggere
Inchiostri 176. Ritratto di Eleonora d’Aragona (Palermo, Palazzo Abatellis)
di Antonio Devicienti «Ogni sera mi desto dal mio sonno diurno detergendomi dall’immobile velame degli sguardi che di giorno incessanti impudichi mi aderiscono su ogni anfratto del viso – non uno che distolto da me lo sguardo impari a: vedermi! … Continua a leggere
Inchiostri 175. Variazioni sul carminio (4)
di Antonio Devicienti Una città di pietra friabilissima e come spinta in superficie fuori dall’atelier sotterraneo di architetti in preda a elegantissimi deliri. Un labirinto di corti chiese e palazzi sognato da mezzosoprani con la passione per il ricamo. Una … Continua a leggere
Inchiostri 174. Variazioni sul carminio (3)
di Antonio Devicienti In casa del poeta Ercole Ugo D’Andrea nel cassetto della scrivania una stecca di ceralacca color carminio attende ancora la fiamma che la sciolga a sigillare una busta da lettera per qualche amico del lontanissimo Settentrione. Il … Continua a leggere
Inchiostri 173. Variazioni sul carminio (2)
di Antonio Devicienti Ne sono sicuro: la Morta in Puglia di Bodini metteva sulle labbra un rossetto color carminio; cullando la propria adolescenza sognava l’amore, il carminio sulle labbra prima di uscire per la festa del Santo Patrono – poi … Continua a leggere
Inchiostri 172. Variazioni sul carminio (1)
di Antonio Devicienti Giorgio di Gallipoli intinge lo stilo nell’inchiostro e traccia, in carminio, l’iniziale Δέλτα maiuscola: un triangolo perfetto, equilatero come la Santissima Trinità e sacro per i Pitagorici, tre nell’alto concetto e nella visione geometrica, ossia armoniosa, del … Continua a leggere
Inchiostri 171. Variazioni sull’azzurro (6)
di Antonio Devicienti Tra rosso della terra e bianco della pietra s’insinua l’azzurro a edificare impalcature di luce; ma nella stagione canicolare l’eccesso di luce fagocita il visibile – è allora che l’azzurro sembra scomparire nel bagliore implacabile. Solo le … Continua a leggere
Inchiostri 170. Variazioni sull’azzurro (5)
di Antonio Devicienti E l’azzurro era anche nel solfato di rame irrorato sulle viti per combattere la peronospora; quelle variazioni e sfumature tra verde, verde cupo, verde chiaro e azzurro che, prima volatile, si fissava poi sulle foglie, rendevano visibile … Continua a leggere



































































