Saggi di critica della politica economica – Anno 2014

di Guglielmo Forges Davanzati

Il circolo vizioso tra banche, spread e debito pubblico

[in “MicroMega” online del  9 gennaio 2014]

Nella Legge di Stabilità, vengono riconfermati interventi a sostegno delle principali banche italiane, con la motivazione che è solo ricapitalizzandole che ci si può aspettare un aumento dei prestiti erogati a imprese e famiglie. Secondo Mediobanca Securities, ciò consentirà una riduzione del carico fiscale a loro beneficio per un importo superiore a un miliardo di euro.  Al di là del fatto che, come è stato osservato (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/17/bancheda-legge-stabilita-benefici-su-utili-in-testa-bper-creval-mediobanca-sec/747079/), questo provvedimento cade a ridosso degli imminenti controlli di vigilanza comunitaria sui bilanci bancari, occorre chiedersi se la detassazione degli Istituti di credito costituisce una via efficace per contrastare la stretta creditizia in atto.

E’ necessario rilevare preliminarmente che questo provvedimento si basa su un dato fattuale assai discutibile: come messo in evidenza dall’OCSE, le banche italiane, nel loro complesso, non sono sottocapitalizzate e, in più, operano in un contesto di politiche monetarie fortemente espansive, potendo quindi indebitarsi con la BCE a tassi di interesse prossimi allo zero (http://keynesblog.com/2013/08/09/politiche-monetarie-espansive-e-restizione-del-credito/). In più, data l’opacità dei bilanci bancari, risulta estremamente difficile verificare se un Istituto di credito è sottocapitalizzato o meno (http://www.lavoce.info/legge-di-stabilita-credito-imprese-banche/)

Da ciò si deduce che il credit crunch non dipende dalla scarsa disponibilità di moneta nei portafogli delle banche italiane, ma – in ultima analisi – dal combinato della caduta della domanda aggregata e dell’aumento del debito pubblico.

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