di Ettore Catalano

[Per gentile concessione dell’Editore, che qui ringraziamo, pubblichiamo il romanzo noir di Ettore Catalano, Rosso Adriatico. Il delitto della lamia, Progedit, Bari 2018 (seconda edizione 2019)]
(continuazione)
Ventuno
Quando troppe domande si affollavano nella mia mente, mi piaceva ricorrere allo stratagemma mentale della “distrazione”: mi allontanavo dal problema, mi dedicavo ad altro e poi, con una regolarità che mi faceva non di rado bestemmiare, il problema si ripresentava al mio pensiero, ma accompagnato dalla soluzione, quasi sempre talmente semplice; eppure, come si sa, nulla è più insondabile della superficie, come insegnavano i narratori umo-ristici del calibro di Flaiano, Savinio e Campanile, cui era mancata la propensione italiana alla “tragedia” per poter diventare davvero grandi nel mondo delle lettere.
Messo di fronte al suicidio del professor Carbone, non mi sembrava di poter più scorgere piste da percorrere, indizi da intercettare e interpretare, nulla che potesse condurmi all’esecuto-re materiale del delitto della lamia, nulla che potesse mettermi sulle tracce del misterioso numero due, ancora più importante ora che Cumescu si trovava chiuso nel carcere di Bucarest, colpito da una rogatoria della magistratura italiana come sospettato dell’uccisione di Kostellari.
Liquidate alcune pratiche burocratiche nei cui confronti facevo mio il fastidio di Salvo Montalbano, decisi di uscire dall’uf-ficio e di scendere verso Villanova, magari per andare in qualche ristorantino di pesce a gustarmi le delizie di un Adriatico sempre più minacciato dalle speculazioni internazionali e per questo sempre più amato con la forza quasi della disperazione.























































































