Lotta è armata

di AleVinx

La lotta è armata. Estrema sinistra e violenza: gli anni dell’apprendistato 1969-1972, scritto dallo storico friulano Gabriele Donato (DeriveApprodi, 2013 ), è una riflessione storiografica sui primi anni Settanta, quando il dibattito sull’uso della violenza iniziò a farsi sempre più insistente nei principali gruppi della cosiddetta sinistra extraparlamentare.

Attraverso l’analisi della documentazione teorica, della pubblicistica di propaganda e delle testimonianze dei protagonisti di quegli anni, Donato ricostruisce i fattori che fecero apparire agli occhi di molti giovani dell’epoca l’opzione della violenza come una pratica non solo legittima, ma persino persuasiva.

La prima parte del titolo del libro è ripresa da una dichiarazione di Renato Curcio sul primo sequestro lampo organizzato dalle Brigate Rosse ai danni di un quadro della Sit-Siemens di Milano. Il 3 marzo del 1972 un commando brigatista composto da quattro uomini riuscì a bloccare e a trattenere per una ventina di minuti l’ingegner Idalgo Macchiarini all’interno di un furgoncino, fotografandolo con una pistola puntata alla guancia e con un manifesto di rivendicazione sul petto.

Scrive Curcio: «Noi avevamo riflettuto sul fatto che mostrare quell’arma nella foto polaroid significava, per la prima volta, “far vedere” un’impresa di lotta armata degli anni Settanta […]. Ma la pistola in sé non era rilevante. Quello che contava era la sua immagine-messaggio diffusa in tutti i media: la lotta è armata.»

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