Archivi tag: Antonio Devicienti

Cartolina postale 12. Al Maestro Theo Anghelopoulos, il Pireo

di Antonio Devicienti Egregio Maestro, questo mio sarà un messaggio di gratitudine. Amo la sua Grecia così estranea a ogni folklore, a ogni cliché. Piango (di malinconia e di rabbia) mentre considero le mandrie di turisti (che mai comprendono quello … Continua a leggere

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In memoriam Beppe Sebaste

(Ricordando Beppe Sebaste, con gratitudine) di Antonio Devicienti Ghirriano, walseriano, bianciardiano, sebaldiano, nomade, libertario, insorto e intransigentemente ribelle, solare, talvolta teneramente malinconico, autoironico, bergaminiano, divagante, sempre sorprendente, celatiano, in una sola parola-aggettivo: sebasteano – esiste? no, ma la invento io … Continua a leggere

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Inchiostri 185. La notte

di Antonio Devicienti C’è questo fermo-immagine dal film La notte di Michelangelo Antonioni. C’è questa calibratura perfetta e geometrica di bianchi e neri, questa ripresa che raccoglie la visione tra uno spazio aperto e uno chiuso, tra il diaframma della … Continua a leggere

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Taccuino di traduzioni 23. Pierre de Ronsard

di Antono Devicienti Nota alla traduzione Pierre de Ronsard (castello della Possonnière, Vendôme, 1524 – Saint-Cosme-en-l’Isle, Tours, 1585) venne educato all’amore per le lettere. Destinato tuttavia alla carriera diplomatica già a 12 anni fu introdotto a corte, ma, dopo una … Continua a leggere

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Trasmissioni radio 31. Scuola elementare

di Antonio Devicienti Il maestro si alza senza voce davanti alla classe di pallidi bambini con le labbra serrate. La lavagna alle spalle è nera quanto il cielo che dista anni luce dalla terra. È quello il silenzio che il … Continua a leggere

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Trasmissioni radio 30. Continuando a leggere Vittorio Bodini

di Antonio Devicienti Eravamo stati l’estrema orientale provincia della poesia castigliana || della poesia grecobizantina l’estrema occidentale isola. Monaci analfabeti, adepti di una teologia dell’assenza e dell’esclusione, volavano ebbri nella luce tra le facciate di pietra leccese. Noi continuiamo ad … Continua a leggere

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Inchiostri 184. Meditando sulle Georgiche (libro II)

di Antonio Devicienti È spiovuto. L’acqua piovana è specchio adagiato sullo sterrato e mobile al variare del vento: vi stanno dentro gli alberi, la testa in giù, tramano il cielo capovolto di apparizioni e sento: arbores cecini, arbores perché le … Continua a leggere

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Inchiostri 183. Albrecht Dürer si prepara a partire

di Antonio Devicienti La felicità lo raggiungeva quando (il calamo tra le dita e il foglio sul tavolo) disegnava. Non copiava ciò che vedeva: lo disegnava. La lepre, certo, e il rinoceronte e le mani della madre. Mentre guardo il … Continua a leggere

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Inchiostri 182. Gli atleti di Ercolano fotografati da Mimmo Jodice

di Antonio Devicienti Gli atleti di Ercolano lo chiamano, pupille riemerse dall’abisso di due millenni. Fremono sulla linea di partenza (il vulcano gli è stato padre perverso e ingeneroso: Urano che divora i figli). Ma adesso nella camera oscura essi … Continua a leggere

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Inchiostri 181. Storia brevissima di Scianna e di Sciascia

di Antonio Devicienti Amicizia. Era una questione di amicizia. E di complicità. Poteva accadere nella Chiesa Matrice di Racalmuto davanti alla statua del Cristo morto nella teca di vetro (e le due bambine del popolo lì vicino) o a Parigi, … Continua a leggere

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Cartolina postale 11. Al Maestro Sergej Paradžanov, Yerevan (Armenia)

di Antonio Devicienti Non si svegli, la prego. Continui a sognare la sua Armenia di libri e di cantori d’amore, di anitre migranti e di contrabbandieri trilingui. Sognando scriva ancora, la prego, film come affreschi stesi sopra pareti di monastero … Continua a leggere

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Inchiostri 180. Torquato Tasso sorpreso dal fortunale per le strade di Ferrara

di Antonio Devicienti L’olifante del temporale infuria sopra la città ed era secoli prima di questo nostro oggi indecifrabile e buio. Ma anche allora l’oggi sarà sembrato indecifrabile e buio splendidamente ammantato di violenza. Nel progredire e nel proseguire quello … Continua a leggere

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Inchiostri 179. Santa Cesarea

di Antonio Devicienti Le onde invernali dall’Adriatico irrompono fra l’immobile franare delle fortificazioni messapiche – biancheggiano i blocchi di cemento delle colonie estive abbandonate. La storia e il tempo non combaciano a Santa Cesarea perché il tempo è uno sguardo … Continua a leggere

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Inchiostri 178. Galatina

di Antonio Devicienti Se mai andrà a Galatina sarà perché Saturno intemporale viandante orbita in quei cieli sparsi di vulcani: una terra tra          due          mari         sogna sé stessa e una cappella sconsacrata  è necessaria per partire verso l’altrove del desiderio. … Continua a leggere

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Inchiostri 177. Otranto

di Antonio Devicienti Le persiane accostate a tener fuori il sole meridiano – l’orologio sul tavolo e l’oscillazione del pendolo (ma non è tempo che trascorre, è suono di sospensione) – quando sarà venuta la notte i fanali del porto … Continua a leggere

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Inchiostri 176. Ritratto di Eleonora d’Aragona (Palermo, Palazzo Abatellis)

di Antonio Devicienti «Ogni sera mi desto dal mio sonno diurno detergendomi dall’immobile velame degli sguardi che di giorno incessanti impudichi mi aderiscono su ogni anfratto del viso – non uno che distolto da me lo sguardo impari a: vedermi! … Continua a leggere

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Cartolina postale 10. – Al Professor Ivan Illich, Brema

di Antonio Devicienti Gentile Professor Illich, da anni, con rinnovato stupore e intatta ammirazione, torno a intrattenermi nella vigna del testo come Lei, con innegabile poesia, ha voluto chiamare quell’andirivieni di vignaiuoli-amanuensi e di vignaiuoli-lettori (o, anche, api-lettori e api-amanuensi) … Continua a leggere

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Inchiostri 175. Variazioni sul carminio (4)

di Antonio Devicienti Una città di pietra friabilissima e come spinta in superficie fuori dall’atelier sotterraneo di architetti in preda a elegantissimi deliri. Un labirinto di corti chiese e palazzi sognato da mezzosoprani con la passione per il ricamo. Una … Continua a leggere

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Inchiostri 174. Variazioni sul carminio (3)

di Antonio Devicienti In casa del poeta Ercole Ugo D’Andrea nel cassetto della scrivania una stecca di ceralacca color carminio attende ancora la fiamma che la sciolga a sigillare una busta da lettera per qualche amico del lontanissimo Settentrione. Il … Continua a leggere

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Inchiostri 173. Variazioni sul carminio (2)

di Antonio Devicienti Ne sono sicuro: la Morta in Puglia di Bodini metteva sulle labbra un rossetto color carminio; cullando la propria adolescenza sognava l’amore, il carminio sulle labbra prima di uscire per la festa del Santo Patrono – poi … Continua a leggere

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