di Maurizio Nocera

Gioiamo per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 a NAVANETHEM (Navi) PILLAY, magistrata sudafricana, già giudice della Corte Penale Internazionale.
L’idea di fondare uno Stato sionista di Israele nacque nella Società delle Nazioni (oggi ONU) il 29 novembre 1947 (seduta n. 128, presenti 57 Stati, Risoluzione 181: piano di spartizione della Palestina in due Stati indipendenti (uno ebraico e l’altro arabo) più un regime speciale per Gerusalemme. Fino a quel momento la Palestina si trovava sotto protettorato britannico. In quella terra il nome Israele non esisteva.
Votarono a favore 33 Stati: Australia, Belgio, Bielorussia (RSS), Bolivia, Brasile, Canada, Cecoslovacchia, Costa Rica, Danimarca, Repubblica Dominicana, Ecuador, Filippine, Francia, Guatemala, Haiti, Islanda, Liberia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Nicaragua, Norvegia, Paesi Bassi (Olanda), Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Svezia, Sudafrica, Ucraina (RSS), Unione Sovietica, USA, Uruguay, Venezuela.
Votarono contro 13 Stati: Afghanistan, Arabia Saudita, Cuba, Egitto, Grecia, India, Iran, Iraq, Libano, Pakistan, Siria, Turchia, Yemen.
Si astennero 10 Stati: Argentina, Cile, Cina, Colombia, El Salvador, Etiopia, Honduras, Messico, Regno Unito, Jugoslavia.
Assenti (Siam, oggi Thailandia)





































































