Come sostenuto nell’opera Certezza infondata, la presa di distanza dalle concezioni forti e assolutistiche della verità, un certo relativismo e il convincimento che ogni conoscenza è teoricamente mediata, lo portano ad avviare un programma di ricerca con lo scopo di esplorare forme di coesistenza tra gli universi simbolici, ossia tra quei sistemi globali di significati, valori, credenze e simboli in cui si identificano le diverse realtà sociali. Suo intendimento è non indebolire la verità ma consentirne la pluralizzazione, avviare un lungo e difficile percorso verso un reciproco riconoscimento. Proprio alla luce di questo obiettivo Cassano si immerge all’interno della cosiddetta “nuova sociologia della scienza”, si interessa di Derrida, Lévinas, Simone Weil, della non violenza e del tema delle controversie all’interno della scienza, affrontando un lavoro che tentava connessioni tra settori disciplinari diversi e distanti e scoprendo corrispondenze e il valore delle strade secondarie. Procedere prendendo le distanze dalle mode intellettuali ed usare la collocazione in provincia non per chiudersi in una patetica autarchia, ma per evitare il conformismo, per poter lavorare rimanendo liberi dai tempi e dai modi delle redazioni culturali, liberi di far crescere le proprie idee, di proteggerle e di metterle con calma a confronto. La rilevanza delle strade secondarie è evidente nel testo Pensiero meridiano, dove un ruolo significativo assume anche il tema della lentezza, che porta con sé l’opportunità di prendere tempo, quello necessario per riflettere. Si riflette non per giungere agli specialismi e alla loro logica parcellizzata, ma per rimanere fedele ad un punto di vista critico sul presente, per rifiutare l’etnocentrismo e custodire l’idea che esistono più forme di vita, tra cui non è possibile stabilire rapporti gerarchici, costruiti sulla base di una sola di esse. La velocità determina grandi disgregazioni sociali, la distruzione-rottamazione di patrimoni culturali, relegati alla dimensione del “passato”. Si presenta come una forma di faustismo dell’Occidente poiché aggredisce sistematicamente le altre forme di vita; come una sorta di fondamentalismo in quanto pensa di poter essere la cura di tutte le altre culture umane, per la cui varietà si richiede la salvaguardia dei diversi rapporti con il tempo e con lo spazio. L’appello alla lentezza non vuole essere una nostalgia pre-moderna, né una demonizzazione della velocità, ma un modo per dare a quest’ultima una misura e per farla circolare nella vita senza permetterle di colonizzare la vita. È la lentezza che consente di recuperare la tradizione, percepita come ‘resto’, ‘scarto’ da unmondo accelerato. Franco Cassano vede la tradizione come una dimensione che continua ad accompagnare la vita di un popolo durante il suo viaggio nella storia, la prospettiva attraverso cui guardare il mondo. È la tradizione che stabiliscelegami con i luoghi e le esperienze, offre un’identità e un’ispirazione, solidarietà e protezione; essaè custodita da una lingua che, con i suoi suoni e i suoi significati, consente di ricostruire il legame sociale. Si parla di ricostruzione e non di restaurazione perché la tradizione è vista dall’autore non come un universo consegnato per sempre a se stesso, non come qualcosa di limitante, che pone delle interdizioni, ma come qualcosa che possa offrire prospettive di senso, che vanno continuamente rielaborate e reinterpretate. Ed in ciò la grandezza del pensiero di Cassano: aver denunciato anzitempo come il bisogno di protezione e di identità, conseguente alla risacca feroce e cieca della globalizzazione competitiva, possa portare o a vivere opportunisticamente all’ombra del nuovo potere o a chiudersi in un orgoglio identitario e alla conseguente demonizzazione dell’altro; aver attribuito gli integralismi al protezionismo radicale, contraccolpo del liberismo radicale. Secondo l’autore è naturale che gli esclusi dalla grande competizione globale abbiano bisogno di protezione, identità e sicurezza e sentano, quindi, la necessità di rafforzare il senso della comunità e i legami. Tali esigenze, però, non devono portare ad una chiusura nelle relazioni sociali, bensì alla possibilità di fare una sintesi tra l’universalismo e particolarismo, di trovare un equilibrio tra apertura e chiusura delle relazioni sociali. Se è vero che ogni tradizione ha un nucleo intraducibile, un “resto” che resiste al passaggio da una lingua all’altra, ciò tuttavia non deve portare all’incomunicabilità e all’incommensurabilità, perché l’aprirsi all’altro non consuma il mistero, ma lo moltiplica, lo rende trasmissibile. La molteplicità delle tradizioni, patrimonio inestimabile dell’umanità, può rappresentare un valido argine alla velocità perché ciò che da questa è giudicato “resto”, scarti, strade secondarie è, di fatto, il fondo di senso, l’ancoraggio fisico del nostro corpo. Con immagini inusuali ma di grande efficacia, Cassano parla di schiera di tutte quelle prossimità dentro le quali si gioca gran parte della nostra vita, di ringhiere di senso collettive ed individuali sulle quali abbiamo bisogno di posare ogni tanto la mano. Le tradizioni si presentanonella loro pluralità e nella loro relativa infondatezza, giacché nessuna di esse poggia su un principio assoluto né può ritenersi unica detentrice della verità. Ma proprio questi aspetti ne determinano il valore perché nell’essere circoscritte, nel presentare un termine alle spiegazioni, nel custodire l’eccedenza delle domande sulle risposte, si pongono le basi per un reciproco riconoscimento e rispetto. Proprio nell’arbitrarietà e nell’appartenenza insistono contestualmente fragilità e straordinarietà. Sulla base di tali riflessioni Cassano denuncia la perdita di misura della tradizione europea ed occidentale che, ribollendo su se stessa a causa del suo fondamentalismo economico, è traboccata violentemente sulle altre. Tuttavia il pluralismo dell’Occidente può rappresentare una misura, un argine alla demonizzazione dell’altro. Riconoscere la propria contingenza implica riconoscere il valore di un’altra cultura e assicurare contestualmente maggiore libertà. La sorte dell’anima liberale dell’Occidente è legata alla sua capacità di essere tollerante e di trasmettere tale atteggiamento agli altri.
È ancora l’inquietudine a spingere Cassano a fare i conti con la crisi del marxismo e del collettivismo ad esso connesso. Una crisi dovuta al fatto che le contraddizioni dello sviluppo capitalistico non avevano generato gli elementi del suo stesso superamento, i conflitti erano rimasti a livello corporativo e solo marginalmente si era costituita una qualità nuova di forze produttive. Pur riconoscendo al marxismo il merito di aver fornito una profonda analisi della società industriale-capitalistica e suggestive risposte alle sue trasformazioni, Cassano evidenzia come esso non abbia saputo individuare strumenti alternativi con cui costruire un’ecologia della modernità, teorie con cui andare al di là di quell’ “occidentalizzazione del mondo”, che di fatto lo rappresentava in modo radicale. La risposta marxista ai nuovi bisogni era vecchia e sostanzialmente industrialista. Legata al mito dello sviluppo delle forze produttive, essa ha mostratotutta la propria dipendenza dalla modernità, vanificando, di fatto, il potenziale critico contro l’alienazione. Se, Infatti, l’alienazione è la riduzione dell’uomo a cosa, a merce, non è certo l’emancipazione basata sulla decostruzione di ogni legame sociale non consensuale a renderlo libero; al contrario, un simile approccio porta a un’ulteriore estensione della mercificazione. La modernità radicalizzata e la liberazione da tutti i vincoli determinano l’individualismo esasperato che porta ad ignorare l’altro e a concepire il diritto alla felicità in totale solitudine. Cassano ritiene che dalla crisi del marxismo si esca soltanto attraverso un lungo e complesso lavoro sui confini dell’Occidente, volto a individuare i limiti e l’etnocentrismo della nostra forma di vita. Ciò è possibile solo mediante una ricerca capace di offrire una teoria più rispondente ai nuovi problemi e un universo simbolico che abbia più rapporti con la vita. Tuttavia, l’autore puntualizza come gli universi simbolici, pur fondamentali, non esauriscano tutti gli aspetti della vita degli uomini straordinariamente più ricca e molteplice di qualsiasi codice culturale. Inoltre, prenderele distanze da un universo simbolico non significa allontanarsi da coloro che lo abitano, ma costituisce la condizione per essere ad essi più vicini, realizzando una comunicazione rispettosa delle differenze, capace di far incrociare le proprie radici a quelle di altri. Si tratta di un tentativo intrapreso intorno agli anni ’80 da una sparuta minoranza, che ha decostruito i vecchi universi simbolici ed allargato la patria dell’uomo, andando oltre lo stretto ed asfittico mondo dell’io. Un percorso che passa inevitabilmente attraverso un ripensamento del concetto di tradizione, il cui ricco e multiforme patrimonio pone degli argini alla velocità giudicatrice e riscopre la lentezza, una nuova prospettiva con cui guardare il mondo e con cui stabilire una relazione autentica con l’alterità.
Franco Cassano, docente di Sociologia dei processi culturali presso l’Università di Bari, scomparso nel febbraio 2021, è stato e continuerà a essere un punto di riferimento nel panorama culturale italiano e, in particolare, meridionale. Nelle sue opere si delinea lo sviluppo del suo percorso: la visione maturata nella docenza universitaria, il rigore dell’impegno associativo e politico, l’onestà e la coerenza di pensiero che ne ha rivelato la statura di grande intellettuale. La sua riflessione, di ampio respiro, non ha escluso dal suo orizzonte quel Sud di cui ha saputo evidenziare le potenzialità e denunciare i limiti, auspicandone un’autentica rinascita e lavorando per essa. Al pensiero di Franco Cassano occorre ritornare per poter recuperare la propria identità senza tuttavia scadere in qualche forma di fondamentalismo e di intolleranza. Una lezione che rende le sue riflessioni quanto mai attuali, indispensabili e di una portata universale.





































































